di M. To.

Una «scellerata volontà». Così le segreterie regionali Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt Uil, Faisa Cisal e Ugl Fna, definiscono la decisione del Comune di Terni «di non prorogare il contratto di servizio in essere con Umbria Mobilità Esercizio per la gestione dei parcheggi di superfice».

I rischi Questa decisione «del tutto incomprensibile – dicono i sindacati – rischia di generare degli esuberi tra il personale attualmente dedicato a tale attività che, per buona parte, è inabile alla guida degli autobus e, quindi, difficilmente ricollocabile all’interno dell’azienda. Inoltre, corre l’obbligo di ricordare gli impegni assunti dagli enti proprietari di Umbria Tpl e Mobilità Spa, tra i quali c’è anche il Comune di Terni, sia all’atto della cessione del 70% delle quote di quest’ultima a Busitalia, sia all’atto del conferimento dei dipendenti alla nuova Umbria Mobilità Esercizio Srl, propedeutico alla vendita del restante 30% sempre a Busitalia».

L’occupazione Gli impegni, insistono i sindacati, «erano tesi a garantire stabilità occupazionale anche mediante il mantenimento degli attuali livelli di servizio. Il dubbio, più che legittimo, che sorge, è quello che non si consideri più suo il problema occupazionale degli addetti al Tpl e ai servizi ad esso collegati, visto che oramai l’azienda è completamente privata e, quindi, che questa possa e debba tranquillamente farsi carico del problema».

Il servizio Inoltre, proseguono i sindacati, «se l’orientamento è comunque quello di cambiare il soggetto esercente del servizio, è legittimo chiedersi come mai si è arrivati a pochi giorni dalla scadenza dell’ultima proroga senza avere bandito in tempi congrui una nuova gara e, quindi, senza avere la certezza su chi potrà garantire il regolare svolgimento del servizio in attesa dell’effettuazione di una eventuale nuova gara».

La richiesta Per capire meglio cosa stia accadendo, quindi, chiedono «un incontro urgente e a chiedere che, in attesa che vengano individuate soluzioni condivise e non traumatiche per il personale, che venga sospesa ogni decisione in merito garantendo continuità al servizio».