Il Papa ascolta monsignor Vecchi

di Fabio Toni

La diretta dalla sala Paolo VI

12, Papa Francesco Il pontefice ha esordito con una battuta: «Ho sentito una cosa da monsignor Vecchi ma non ho capito bene. Lui ha detto che alcuni di voi hanno perso l’abitudine di pregare, ma avete tutte facce buone, come è possibile? – scherza – Non ci credo!». Poi il saluto: «Do il mio cordiale benvenuto a ciascuno di voi. L’occasione che vi ha spinto a venire è il 130° anniversario della fondazione delle acciaierie di Terni che state rese importanti nel mondo grazie al lavoro di tanti di voi. Ringrazio il vostro vescovo, monsignor Ernesto Vecchi, per il servizio che rende alla vostra diocesi. Un servizio che svolge in un momento della sua vita in cui avrebbe diritto di riposare. E invece di riposare, continua a lavorare».

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La dignità del lavoro «Questo incontro mi offre la possibilità di rinnovare la vicinanza a voi e alle aziende del vostro territorio e a tutto il mondo del lavoro. Il lavoro è una realtà essenziale per la società, per le famiglie e per i singoli. Il lavoro riguarda direttamente la persona, la sua vita, la sua libertà e la sua felicità. Il valore primario del lavoro è il bene della persona umana perché la realizza come tale. Il lavoro non ha solo una finalità economica e di profitto, ma interessa l’uomo e la sua dignità. Ci sono giovani operai senza lavoro, che mi hanno detto dei loro problemi, mi hanno detto: ‘Abbiamo bisogno di portare il pane alle nostre famiglie’. Se manca il lavoro, questa dignità viene ferita».

L’INCONTRO DEL PAPA CON I FEDELI

La speranza «Inoccupati e disoccupati sono vittime dell’esclusione sociale, finiscono ai margini della società, tanti giovani scivolano nell’apatia. Il problema è che abbiamo messo al centro un idolo che si chiama denaro. La politica deve favorire un’impostazione diversa basata sulla giustizia e sulla solidarietà umana, che assicura a tutti la possibilità di svolgere un lavoro. Questa fase deve essere affrontata con gli strumenti della creatività e della solidarietà. La creatività di imprenditori e artigiani coraggiosi che guardano al futuro con fiducia e speranza. La solidarietà di chi rinuncia a qualcosa e adotta uno stile di vita diverso per aiutare chi ha bisogno. Una sfida che riguarda tutta la comunità cristiana. Cari fratelli e sorelle, non smettete mai di sperare in un futuro migliore».

No al pessimismo «Non lasciatevi intrappolare dal vortice del pessimismo. Se tutti metteranno sempre al centro la persona umana e non il denaro, se ci sarà quella solidarietà ispirata al Vangelo, si potrà uscire dalla palude di una stagione economica faticosa e difficile. Invoco l’intercessione della Vergine Maria su di voi, sulla diocesi e sul mondo del lavoro. Per le famiglie in difficoltà, i bambini, i giovani e gli anziani”. Il Pontefice ha poi benedetto la platea e ha concluso: «Vi chiedo per favore di pregare per me».

IL VESCOVO VECCHI PARLA DEL PAPA

11.55 – Monsignor Vecchi saluta il Pontefice a nome di tutti i fedeli della diocesi di Terni, Narni e Amelia: “Grazie dell’onore e della gioia di questo incontro, grazie per averci aperto con amabilità le porte della sua casa“. Il vescovo ha ricordato i lavoratori e le tante crisi del territorio, quelle della Sgl, della Sangemini, le incertezze che attanagliano le acciaierie e tante persone: “I ternani sono gente di ‘pasta buona’ e le vogliono bene. Tutti noi pregheremo per lei, anche quelli che hanno perso l’abitudine. Chiediamo la sua benedizione apostolica perché domani, 21 marzo, cominci davvero una nuova primavera dello spirito”

LE IMPRESSIONI DI DI GIROLAMO E PUCCI (AST) 

 Ore 11.48 – Il Pontefice è arrivato. Ha salutato affettuosamente la platea, riservando una carezza a tanti bambini e ai disabili che si trovano nelle prime file.

11.45 – Si alza il coro ‘Francesco, Francesco’, sventolano migliaia di fazzoletti bianchi e celesti. Le luci si sono alzate: tutto è pronto per accogliere l’ingresso del Papa nell’aula maestosa.

I FEDELI FANNO LA ‘OLA’: IL VIDEO

11.30 – C’è grande attesa fra i quasi 8 mila fedeli. Nella sala Paolo VI si alzano cori, canti e striscioni in un clima di festa. Due file di sbandieratori – provenienti da Amelia – sono schierati lungo la scalinata che porta al trono papale. Pronti ad accogliere Papa Francesco nel migliore dei modi. Durante la mattinata sono stati letti diversi passaggi dell’esortazione apostolica del Pontefice, ‘Evangelii Gaudium’.

Ore 11 – .“Buongiorno!”: è monsignor Ernesto Vecchi a salutare i pellegrini dal palco, in una sala Paolo VI già piena in ogni ordine di posto. “Non so imitare il Papa – scherza il vescovo – ma mia madre mi ha educato a salutare sempre con un sorriso. Ringrazio le acciaierie che con il loro compleanno hanno permesso questa manifestazione. Noi ci siamo uniti a loro perché dire acciaierie vuol dire Terni. Da noi però ci sono anche parrocchie, istituzioni e tante realtà che oggi si uniranno in un grande abbraccio al Santo Padre. Perché i problemi si risolvano e per guardare al futuro con speranza. Non siamo qui solo per curiosità. Il Papa ci parlerà e toccherà i nostri cuori”.

In viaggio Sono partiti all’alba, per essere puntuali ad un appuntamento indimenticabile. Quello con Papa Francesco che, in occasione del 130° anniversario della fondazione delle acciaierie, concede un’udienza speciale ai fedeli ternani.

Il popolo Proprio il mondo del lavoro, scosso dalle crisi e dai tanti dubbi ancora irrisolti, sarà rappresentato da circa 1.700 persone, in gran parte dipendenti ed ex dipendenti delle acciaierie, sugli oltre 7.500 pellegrini che hanno già raggiunto la capitale. Con loro ci sono anche i lavoratori della Sgl Carbon, della ex Sangemini Fruit, della cooperativa Aidas e di tante altre realtà produttive del ternano. Tanti anche gli studenti, ben 1.600, provenienti da scuole di ogni ordine e grado. Sono presenti anche associazioni come le Acli, la San Vincenzo de’ Paoli e l’Unitalsi che accompagna con i suoi volontari circa cinquanta disabili e ammalati. Oltre cinquanta le parrocchie rappresentate da circa quattromila pellegrini.

Il programma Dopo la messa, officiata da monsignor Ernesto Vecchi all’interno della basilica di San Pietro, in attesa dell’incontro con il Santo Padre, ci sarà un momento di festa, alle 11 all’interno dell’aula Paolo VI, coordinato dal servizio diocesano di pastorale giovanile. L’udienza con Papa Francesco è prevista per le ore 12.

Incontro speciale Quello con Papa Francesco non è solo un incontro per celebrare la ricorrenza della fondazione delle acciaierie, ma rappresenta un momento speciale per l’intera comunità diocesana, con i lavoratori che porteranno al Papa le preoccupazioni e ansie per il lavoro precario, ma anche la testimonianza di una storia industriale e produttiva importante per l’intero Paese. All’udienza saranno presenti tutte le istituzioni del territorio: la presidente della Regione, il prefetto di Terni, il presidente della Provincia, i sindaci di Terni, Narni e Amelia e tutti i rappresentanti dei comuni della diocesi.

Il vescovo «Questo pellegrinaggio raffigura come una visione profonda della nostra realtà diocesana – ricorda monsignor Ernesto Vecchi -. L’udienza, in occasione dei 130 anni della fondazione dell’acciaieria, è l’occasione per portare al Papa la questione del lavoro, il senso del lavoro per la comunità e per la società. Per Terni il lavoro vuol dire acciaieria, tutte le fabbriche che sono nell’indotto, ma vuol dire soprattutto le famiglie, la Chiesa, l’intera città. Dobbiamo cercare di metterci in questa sintonia profonda di ascolto delle parole del Santo Padre perché possiamo camminare verso il futuro con maggiore speranza».