Banchetto raccolta firme genitori (foto Rosati)

Oltre 2.500 firme in un mese per difendere il cotto e mangiato e quindi le cucine all’interno delle scuole statali e comunali. Il comitato servizi educativi comunali (Cosec) ha consegnato giovedì mattina al Comune di Terni il faldone delle sottoscrizioni raccolte per la petizione popolare a sostegno della preparazione dei pasti in loco che, considerati i numeri, ha riscosso una significativa adesione.

Oltre 2.500 firme a difesa del cotto e mangiato loTant’è che il Cosec ha già chiesto «l’iscrizione del testo della petizione all’ordine del giorno dei lavori del consiglio comunale, come previsto dal regolamento comunale sugli istituti di partecipazione, con la conferenza dei capigruppo – spiegano mamme e papà – che sempre giovedì ha provveduto a segnare la questione all’ordine dei giorno della seduta dell’11 aprile». Chiaro che fin da ora i genitori annunciano la presenza in aula «per seguire la discussione e chiedere che il consiglio comunale sia messo nelle condizioni di poter discutere e votare il testo della petizione in tempo utile, cioè prima dell’avvio della discussione del bilancio».

Petizione in aula Apprezzamento viene espresso per l’impegno assunto dalla seconda commissione in relazione alla riapertura della discussione sulla refezione scolastica, ma l’ambizione del Cose è «che ciò porti all’apertura di un nuovo tavolo partecipativo, coerente con il testo della petizione. Per questo – prosegue la nota – ci auguriamo che la prima riunione della commissione avvenga tempestivamente e che le relative sintesi o proposte vengano poste in discussione e votazione al consiglio comunale prima dell’avvio delle sessioni di discussione del bilancio».

No al massimo ribasso Restano poi le preoccupazioni come quella relativa «all’approccio dell’attuale amministrazione, basato solo sul principio del massimo risparmio, mentre noi crediamo che si debba realizzare una convergenza delle logiche economiche con quelle prioritarie della salute, dell’educazione alimentare dei bambini e della tutela ambientale. Essenziale è a tal fine il mantenimento delle cucine nelle scuole, ma anche la qualità del cibo preparato, che deve essere sottoposto a controlli rigorosi in ogni fase della filiera produttiva».

La richieste del Cosec e dei cittadini Da qui i punti fermi della petizione sottoscritta da oltre 2.500 cittadini: «Abbandono di ogni ipotesi di dismissione delle cucine in loco sia nelle scuole statali che comunali, annunciata ma ancora non concretizzata in atti; la sospensione di ogni iter in corso per la predisposizione di un nuovo capitolato d’appalto in recepimento dei principi ispiratori e procedurali espressi dalle parti coinvolte; l’immediata apertura di un tavolo paritetico permanente che studi le problematiche in oggetto e definisca le linee guida per la riorganizzazione dei servizi di refezione scolastica e del nuovo Capitolato».