Si allarga il fronte sindacale che dice ‘no’ all’assunzione di nuovi dirigenti in Comune e in Provincia. Dopo la Fp Cisl («siamo pronti a indovinare i nuovi dei nuovi assunti», ha profetizzato il segretario regionale della Fp Moreno De Piccoli), ora arriva anche l’altolà della Cgil Funzione Pubblica: «Si cerchino altre strade».

‘Problema’ dirigenza A parlare è il segretario locale de categoria, Giorgio Lucci, le cui premesse la dicono lunga sul punto di vista del sindacato: «Tra i vari problemi che incontriamo nella pubblica amministrazione – spiega – c’è anche quello della dirigenza che non sempre, per formazione ricevuta, per il metodo di reclutamento, per premi di risultato erogati con troppa facilità e per troppa ingerenza politica, assolve con dovizia il proprio compito».

Palazzo Spada Il segretario passa poi ad esaminare la situazione del comune di Terni, dove è stato ipotizzato l’ingresso di due nuove figure apicali: «Siamo favorevoli all’assunzione di nuovo personale per i settori di polizia municipale, istruzione e cultura – afferma Lucci -. Con altrettanta fermezza, però, esprimiamo contrarietà all’assunzione di altri due dirigenti a tempo determinato». L’alternativa, per la Fp Cgil, sta in una nuova organizzazione del lavoro: «I compiti vanno ripartiti evitando situazioni in cui qualcuno è oberato di lavoro e altri percepiscono stipendi e premi senza avere una Direzione assegnata né personale da coordinare».

Palazzo Bazzani La stessa ipotesi, applicata alla Provincia di Terni, per Lucci è anche «peggiore, perché l’ente si trova in una situazione di rischio default dovuta ai continui tagli agli enti locali. In provincia – spiega – sono state sospese le indennità di coordinamento e il pagamento del salario accessorio già notevolmente ridotto».

‘Fare da sé’ Per bypassare le contestate assunzioni, si deve così ricorrere «all’utilizzo di professionalità interne, considerare le mobilità in entrata (Provincia), ridisegnare le strutture organizzative degli enti, utilizzare le somme previste per assumere nuovo personale o acquistare strumenti in grado di migliorare i servizi erogati».

L’invito «Siamo consapevoli – conclude la Cgil – delle difficoltà che questi enti attraversano a causa di politiche recessive. Come sindacato continueremo a contrastare queste scelte con tutta una serie di iniziative che culmineranno nello sciopero generale del 5 dicembre. Agli amministratori chiediamo però di non contribuire ad amplificare le problematiche con scelte approssimative e irrazionali».

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