Tornano a dire la loro. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, insieme allo Snals, preso atto della nuova delibera della Giunta comunale del 27 ottobre 2014, che ha come oggetto la proposta del piano di dimensionamento della direzione didattica ‘San Giovanni’, della direzione didattica ‘Don Milani’ e dell’istituto comprensivo ‘B.Brin’, votato poi nella conferenza provinciale sulla scuola il 31 ottobre, esprimono nuovamente la loro più assoluta contrarietà a questa nuova proposta.
La partecipazione Non c’è stato «nessun vero processo partecipativo e consultivo – spiegano le OO.SS – in quanto ai vari incontri ‘informali’ non hanno partecipato tutti i soggetti interessati e quindi non è mai stato possibile esprime né parere favorevole né contrario». I tempi ristretti, inoltre, «non hanno permesso di esaminare le soluzioni più opportune né le motivazioni ad esse sottese; a nostro giudizio si doveva prima di tutto fare una ricognizione delle infrastrutture scolastiche presenti sul territorio e in base a quelle prevedere una riorganizzazione realmente funzionale alle esigenze dell’utenza e di tutto il personale scolastico».
Gli istituti comprensivi L’istituto ‘B.Brin’ «ha attualmente 654 alunni, la direzione didattica ‘San Giovanni’ 1108 alunni e la direzione didattica ‘Don Milani’ 715 alunni; nessuno dei tre è sottodimensionato, ma rientrano nella media prevista dalla normativa», aggiungono. Il dimensionamento prevede «la costituzione di due nuovi istituti comprensivi: l’istituto ‘San Giovanni’, costituito da 10 plessi di scuola dell’infanzia e primaria insieme alla scuola media ‘B.Brin’ per un totale di 11 plessi e 1177 alunni; l’istituto ‘Don Milani’ costituito dai 10 plessi di scuola primaria e dell’infanzia dell’attuale direzione didattica, a cui vengono accorpati 4 plessi del comune di Stroncone e la scuola media ‘Alterocca’ situata nel quartiere Polymer per un totale di 15 plessi e 1207 alunni».
Il ridimensionamento Si creano, così, 2 macro istituti con, «nel caso del ‘Don Milani’, 15 plessi distribuiti sul territorio a distanze elevate, tra cui Marmore, Papigno, Valenza, Torre Orsina, Stroncone e Vascigliano – spiegano – che non garantiscono una riorganizzazione in grado di produrre economie gestionali ed istituti efficienti e causano una frammentazione logistica difficile da gestire per le famiglie, per il personale Ata e per i docenti». In particolare i genitori «non avranno più un accesso veloce alle segreterie e alla presidenza. Il dimensionamento, con il trasferimento del plesso ‘Alterocca’, pone lo stesso in una situazione di isolamento rispetto alle sedi di scuola primaria che dovrebbero costituire il suo bacino di utenza. Gli alunni del ‘Don Milani’ difficilmente si avvarrebbero della scuola media di competenza data la notevole distanza: in questo caso verrebbe meno l’attuazione di una positiva e proficua continuità educativa e didattica verticale, obiettivo prioritario nella istituzione di un istituto comprensivo».
Le conseguenze La soppressione della ‘B. Brin’ «avrebbe conseguenze negative anche sul percorso di apprendimento degli alunni – spiegano le OO.SS – in quanto comporterebbe il frazionamento delle cattedre dei docenti. L’organico Ata verrebbe a diminuire in entrambi gli istituti e ci si troverebbe a gestire i due macroistituti con risorse insufficienti per le operazioni di ordinaria amministrazione». Questa città «non ha bisogno in questo momento di ulteriori tagli di posti di lavoro e neanche di una dislocazione di sedi che potrebbe creare disagi, in primo luogo, all’utenza». Inoltre, aggiungono «l’organico docenti potrebbe anch’esso subire una flessione, perché l’esperienza ci insegna che di fronte a grandi numeri di alunni, le classi diventano più numerose con diminuzione del numero di insegnanti».
I costi Il dimensionamento «non sarà sicuramente a costo zero – sottolineano – ma richiederà ingenti risorse perché sarà necessario spostare segreterie e adeguare le strutture degli istituti coinvolti alle nuove esigenze. La sensazione è che l’amministrazione, dovendo rinunciare ad una riorganizzazione di tutto il territorio di Terni a causa del mancato rispetto delle procedure, abbia voluto colpire un territorio fragile, che certamente non ha bisogno di subire stravolgimenti». La ‘B.Brin’, ad oggi, «rispetta i parametri numerici previsti dalla normativa e non si vede né la necessità né l’urgenza di intervenire su una sola parte del territorio cittadino».
Le richieste «Un vero piano di riorganizzazione, che voglia essere coerente nei criteri adottati e duraturo nel tempo – dicono ancora le OO.SS – che voglia organizzare il miglior servizio scolastico possibile sul territorio, deve necessariamente vedere coinvolte tutte le scuole, come del resto è stato fatto lo scorso anno nel territorio del comune di Perugia. Appare grave che, ancora una volta, non ci sia stata l’occasione di un confronto costruttivo fra l’amministrazione comunale e le parti sociali». Le organizzazioni sindacali si trovano, quindi a ribadire «contrarietà a qualsiasi piano di dimensionamento che preveda tagli di personale e frammentazione delle scuole e riaffermiamo la nostra disponibilità all’apertura di un tavolo tecnico che realmente accolga le istanze di tutte le componenti del mondo della scuola, dalle famiglie a tutte le figure professionali coinvolte». Sulla base delle motivazioni esposte, concludono, «chiediamo al Consiglio regionale dell’Umbria di non procedere alla presa in considerazione del piano di dimensionamento presentato dal comune di Terni, per consentire un percorso ampio e completamente condiviso che porti a formulare una proposta unitaria e coerente con le esigenze globali della scuola ternana».
Forza Italia «Leggo con sempre maggior stupore – ha scritto in una nota il presidente gruppo Forza Italia Regione Umbria, Raffaele Nevi – che nonostante le critiche e le perplessità sollevate da insegnanti e genitori e, da ultimo anche da alcuni consiglieri del PD, la delibera di Giunta relativa al piano di dimensionamento scolastico elaborata dall’assessore Riccardi sta proseguendo il suo iter e arriverà in Regione per il pronunciamento finale». Annuncia, quindi, a nome del gruppo consiliare di Forza Italia, che su questo tema «faremo una battaglia durissima per scongiurare una riorganizzazione che sta suscitando malumori e aspre critiche».
