di Francesca Torricelli
Nuove donazioni per l’Azienda ospedaliera di Terni. Da alcuni giorni la clinica otorinolaringoiatrica, diretta da Santino Rizzo, si è dotata di un sistema completo di ultima generazione per eseguire esami endoscopici delle vie aerodigestive superiori: «Un investimento di circa 100 mila euro, grazie al contributo delle fondazione Carit».
Le apparecchiature Il sistema è composto da un fibroscopio flessibile, una telecamera digitale ad alta risoluzione, un monitor digitale ad alta definizione e una sorgente luminosa a luce fredda alogena ad elevata potenza. Inoltre un sistema di registrazione digitale video e fotografico e un sistema per eseguire la laringostroboscopia. Tutte apparecchiature di ultima generazione che vanno a sostituire quelle finora utilizzate, ormai usurate e tecnologicamente superate.
La tecnologia L’esame endoscopico delle vie aerodigestive superiori «si esegue – spiega Santino Rizzo – mediante l’utilizzo dell’endoscopio flessibile, uno strumento a fibre ottiche che, collegato ad una telecamera, proietta l’immagine su un monitor e consente di visualizzare e fotodocumentare l’intero tratto aerodigestivo superiore. È un esame poco invasivo, indolore, che non presenta controindicazioni e non necessita di alcuna preparazione».
Diagnosi precoci L’endoscopia delle alte vie respiratorie «è un esame indispensabile – continua Rizzo – per una diagnosi precoce e affidabile delle patologie delle fosse nasali, del rinofaringe, dell’orofaringe, dell’ipofaringe e della laringe. Oltre ad essere l’arma più importante per conseguire l’obiettivo della guarigione, una diagnosi precoce consente anche trattamenti chirurgici più conservativi».
L’utilizzo Il fibroscopio flessibile «è ampiamente utilizzato in età pediatrica per l’endoscopia nasale e laringea, anche in caso di patologie pediatriche a carattere d’urgenza. L’esame endoscopico mediante fibre ottiche è inoltre utile nello studio delle sindromi delle ‘apnee ostruttive nel sonno’ i cui sintomi sono il russamento, le ripetute apnee notturne e l’ipersonnolenza diurna, con gravi ricadute in termini di qualità della vita e di salute. L’esame può essere eseguito a paziente sveglio o con una breve anestesia generale, che permette di evidenziare le vie respiratorie durante il sonno. La videolaringostroboscopia, infine, è una metodica diagnostica che permette di eseguire un’indagine importante per comprendere le alterazioni responsabili di alcune forme di disfonia, attraverso la ricerca di fini oscillazioni delle corde vocali non visibili ad occhio nudo».
Importanti traguardi Il direttore generale Andrea Casciari ringrazia «la fondazione Carit per il costante sostegno con cui conferma la sua particolare sensibilità alle esigenze della nostra azienda. In un periodo di significativi tagli, un investimento come questo, importante per l’innovazione e l’aggiornamento tecnologico, rappresenta un grande traguardo. La tecnologia e la sinergia con gli enti e gli istituti del territorio, insieme all’organizzazione e a professionisti di alto livello, sono le vere grandi risorse che ci consentono di garantire il continuo miglioramento degli standard qualitativi delle prestazioni sanitarie».
La Pet Tac Nessuna novità di rilievo, invece, in relazione ad un’altra importante donazione – da un milione di mezzo di euro – fatta dalla fondazione Carit, ma che ancora – a quattro anni e mezzo da quando se ne cominciò a parlare – non trova una collocazione. La Pet Tac – l’ordine finale risale al 20 dicembre del 2011 – resta imballata per problemi legati ai lavori da realizzare nei locali che dovrebbero ospitarla. Peccato che si tratti di un oggetto che potrebbe contribuire a salvare delle vite.
