di M. To.
L’hanno voluta passare lì, nella loro scuola. Gli studenti del liceo artistico ‘Metelli’ – ma anche molti dei loro genitori – hanno tracorso la notte di Natale in quella scuola che dovranno lasciare all’inizio del nuovo anno.
L’ocupazione Dopo mesi di tira e molla, da mercoledì scorso i ragazzi del ‘Metelli’ occupano la scuola, ma la loro battaglia non ha fatto sì che le autorità si muovessero a compassione e, quando le lezioni riprenderanno dopo la pausa natalizia, dovranno rassegnarsi al quella che loro definiscono, senza mezzi termini, «una deportazione» nel plesso che ospita già l’isitituto per geometri.
LA SCUOLA OCCUPATA E LA NUOVA SEDE: LE FOTO
L’ultima notte E così hanno deciso di dar vita ad un’ultima, festosa quanto amara, cerimonia «che è stata anche un omaggio a questa sede gloriosa e storica – dicono – nella quale restano non solo i laboratori, ma anche un bel pezzo del nostro cuore». Il loro impegno, peraltro, non si interromperà: «Saremo costretti – spiegano – a fare i ‘pendolari’, tra l’attuale e la nuova sede, almeno fino alla fine dell’anno scolastico ed è chiaro che non smetteremo di chiedere di conoscere le motivazioni reali che hanno portato a questa sciagurata decisione. E a combattere perché ci si consenta di tornare qui a tempo pieno».
I genitori Le famiglie, la maggior parte di quelle i cui figli frequentano la scuola sono solidali con loro ed erano in molti i genitori presenti la notte di Natale, sono pronte a dar loro tutto il supporto possibile: «I nostri ragazzi non hanno dato vita a questa protesta perché non hanno voglia di studiare – dice un papà – ma perché, a ragione, ritengono che si potesse trovare una soluzione migliore, tanto che si erano detti disposti anche a fare i doppi turni. Noi siamo e saremo al loro fianco».
