L'ingresso dell'istituto Leonino

di Marco Torricelli

La faccenda sembrava, vista da fuori, filata via liscia. Ma chi ci stava un tantino più attento percepiva che le cose non stessero proprio così.

Il ‘Leonino’ Dopo che alla ‘pia fondazione monsignor Vincenzo Tizzani’ era stata fatta tabula rasa del vecchio comitato di indirizzo e la ripartizione delle nuove cariche, infatti, non sono mancate – tra genitori degli alunni dell’istituto scolastico ‘Leonino’, ma anche in alcuni ambienti della società ternana – reazioni di sorpresa. Con interpretazioni, spesso, contrastanti.

La contraddizione Don Gianni Colasanti, l’ex dirigente scolastico, accetta di parlarne e spiega: «Che la scuola attraversasse difficoltà di natura economica non era un mistero: è la situazione che attraversano generalmente tutte le scuole paritarie italiane. Molte hanno chiuso. Se ne è parlato ripetutamente, sia in consiglio di istituto, sia nei collegi dei docenti e nelle comunicazioni ai genitori. Le difficoltà derivavano dalla mancanza di liquidità, per cui diventava difficile fronteggiare tutte le voci di spesa».

Bilancio in ‘rosso’? Insomma, il bilancio era in ‘rosso’, «ma se consideriamo anche i crediti che la scuola deve riscuotere allora il discorso è diverso. Il bilancio – dice don Gianni Colasanti – non risulta più negativo. Il problema è dato dalla sfasatura tra la riscossione dei crediti e la quotidianità dei pagamenti dovuti. Il fenomeno è noto a tante imprese private che per questo motivo vanno in default. Il vecchio consiglio ha redatto il bilancio riepilogativo della sua gestione e si potrà constatare che l’amministrazione si è comportata in modo competente e prudente».

Trasparenza Forse sarebbe il caso, a questo punto, di farlo vedere, questo bilancio: «Noi lo abbiamo consegnato, rispettando le norme e soprattutto il vescovo, a monsignor Giuseppe Piemontese e siamo in attesa che venga reso pubblico. Quando ciò avverrà, si potrà finalmente verificare che le voci fatte circolare di amministrazione , diciamo così, ‘poco accorta’ sono totalmente infondate. Questo ci tengo a dirlo per tranquillizzare tutti i genitori degli alunni sul modo con cui è stato gestito il loro denaro versato per le rette della scuola».

Calo di iscritti Negli ultimi due anni, però, le iscrizioni sono diminuite: «Anche su questo – dice don Gianni Colasanti – si è ragionato ripetutamente negli organi collegiali della scuola e la causa non è stata mai indicata in motivi riconducibili al funzionamento della scuola stessa, bensì alle situazioni di crisi del nostro territorio, che induce nella famiglie delle difficoltà a farsi carico di una retta mensile che va da 200 a 285 euro, a seconda dei vari ordini di scuola».

L’acquisto L’ex dirigente scolastico, di questo, aveva già parlato con Umbria24 un anno fa, quando l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero aveva deciso di acquistare – versando la bella somma di 3 milioni e 400 mila euro alle suore della ‘provvidenza e dell’immacolata concezione’ – lo stabile nel quale si trova l’istituto.

Commissione segreta Poi, però, l’ex dirigente scolastico del ‘Leonino’ introduce un tema che, magari nella Chiesa sarà pure normale, ma ai laici suona un po’ strano. La domanda era se fosse stato sorpreso dal cambiamento: «No, perché nessuno è eterno. Ma del modo in cui è avvenuto, sì. Molto. Da diversi mesi era stata istituita da parte della Diocesi una commissione segreta che studiasse la situazione nel più stretto silenzio, senza che a noi della vecchia dirigenza fosse stata fatta parola. Se fossimo stati interpellati avremmo potuto dire la nostra anche perché a conoscenza della situazione più di qualsiasi altro e certamente non avremmo remato contro i possibili miglioramenti.

Rimossi e non dimessi Insomma non sarebbe tanto vero quello che era scritto nella nota ufficiale e cioè che lui e gli altri «hanno inteso concludere la loro esperienza», ma li hanno proprio messi alla porta: «Il modo ancora ci rattrista – dice don Gianni Colasanti – perché ci riteniamo persone affidabili. Essere cambiati senza nessuna spiegazione, dall’oggi al domani, dopo apprezzamenti ripetuti fino al giorno prima, lascia amaro in bocca. Ma così va la vita, qualche volta».

Il personale Poi ci sono le ricadute sotto il profilo personale. E ‘del’ personale. Altro tema dolente, per il sacerdote-insegnante: «Nelle situazioni di transizione è normale che qualcuno si precipiti a salire sul carro del ‘vincitore’. Entra in gioco la paura di perdere il posto di lavoro, per di più in un momento così critico. Certo, chi è più libero da condizionamenti economici, potrà reagire diversamente».

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