A Terni nel 2017, come risulta dagli archivi anagrafici del Comune, sono nati 707 bambini, dieci in più rispetto al 2016. Di questi 135 è straniero. La lieve crescita rilevata nell’anno, non modifica però la fase di calo delle nascite che ha portato nel 2016 a registrare il più basso numero di nati di sempre per la città. E il calo delle nascite al quale si assiste ormai da diversi anni, è accentuato per le coppie di genitori entrambi italiani. I nati da questa tipologia di coppia scendono infatti costantemente ormai da oltre due decenni. Aumenta anche il numero di bambini italiani da coppie miste.
Baby boom lontano Dei 707 nati da madri residenti a Terni, uno su 5 risulta essere straniero e uno su 4 risulta avere la mamma straniera. Malgrado l’aumento del numero di mamme straniere, generalmente più propense a fare figli, gli attuali valori di natalità sono lontanissimi dal massimo storico che si era avuto a Terni nel 1965 anno di baby boom nel quale vi furono 1.600 nati su una popolazione totale di circa 100mila residenti (e poche centinaia di stranieri). La diminuzione della natalità a Terni, così come nel resto d’Italia, avviene fondamentalmente per due fattori: le donne ternane in età riproduttiva sono sempre meno numerose e mostrano una propensione decrescente ad avere figli. Il primo è sostanzialmente un problema di numeri dovuto alla modificazione della struttura per età della popolazione femminile.
Baby bust Le generazioni più giovani sono infatti sempre meno folte e scontano l’effetto del cosiddetto baby-bust, ovvero la fase di forte calo della fecondità del ventennio 1976-1995. Al contrario le donne che si stanno avviando a concludere l’attività riproduttiva sono le cosiddette baby-boomers (ovvero le donne nate tra la seconda metà degli anni Sessanta e la prima metà dei Settanta) anni in cui, come detto, si sono toccati i valori più alti di natalità e a Terni nascevano più del doppio dei bambini che nascono oggi.
Sempre peggio E il fenomeno è destinato a peggiorare nei prossimi anni: se si considera infatti il numero di donne che entrano nel periodo considerato fecondo (convenzionalmente fissato tra 15 e 49 anni), questo risulta di gran lunga inferiore a quello delle donne che ne stanno uscendo. Se contiamo le donne che nei prossimi 10 anni entreranno nell’età feconda queste arrivano a poco più di 8.000. Le donne invece che nello stesso periodo di tempo usciranno dall’età riproduttiva ammontano a oltre 14.000. Si tratta di 6.000 potenziali mamme in meno e quindi come logica conseguenza i nati saranno ancora di meno rispetto ad oggi. Per le straniere la situazione è ancora più evidente: ne entreranno in età riproduttiva meno della metà rispetto a quelle che usciranno. Il secondo motivo che sta determinando la crisi delle nascite è la diminuzione del tasso di fecondità totale, ovvero del numero medio di figli per donna, che continua a scendere. A Terni quest’anno si registrano 1,2 figli per donna, valore più basso del valore nazionale pari a 1,3 e ben al disotto di quello necessario per garantire un corretto ricambio generazionale. Rispetto al resto della nazione nella nostra città la situazione appare ancora più preoccupante, sia perché le residenti italiane si accontentano di procreare in media 1,1 figli per donna, contro il dato nazionale pari a 1,24, sia perché le mamme straniere residenti a Terni, dimostrano una fecondità minore rispetto a quelle del resto della nazione con un tasso di fecondità totale per le mamme straniere pari a 1,4 a fronte del 1,98 per l’intera nazione. Ciò dipende dall’area di provenienza delle straniere ternane, principalmente europea, mentre in altre realtà è maggiore la presenza di cittadine provenienti dall’Africa, continente che ha sempre mostrato valori di fecondità ben più elevati. Tendenzialmente a Terni, in linea con l’andamento nazionale la fecondità delle straniere sta costantemente diminuendo cosi come sta crescendo l’età al primo figlio.
Scelta posticipata Altro problema infatti, che contribuisce alla bassa fecondità, è la scelta di posticipare sempre più il momento in cui avere figli e l’età media al parto si attesta quest’anno a 33 anni per le madri italiane e a 30 per le straniere, valori anche in questo caso superiori alla media nazionale (rispettivamente pari a 32,4 e 28,7 anni). Nell’ultimo decennio diminuiscono sensibilmente i nati da coppie coniugate e questo netto calo è in buona parte dovuto all’andamento dei matrimoni costantemente decrescente. A Terni dei nati nell’anno poco più della metà è figlio di genitori sposati, dieci anni fa quasi l’80% dei bambini nasceva invece all’interno del matrimonio e nel 2000 soltanto il 5% dei nati aveva genitori non sposati. Un fenomeno particolarmente rilevante nella nostra città, se si considera che nel resto d’Italia ancora il 70% dei nati proviene da una coppia unita in matrimonio. D’altronde a Terni, dal 2000 a oggi, il tasso di nuzialità è passato da 6,4 a 3,1 per mille ovvero il numero di celebrazioni si è dimezzato. Ciò è dovuto al crollo dei matrimoni religiosi. Dal 2012 il numero di matrimoni civili ha superato quello dei religiosi e nel 2017 la percentuale di matrimoni celebrati con rito religioso è scesa al 39%. In poco meno di un matrimonio su tre, uno dei due coniugi è straniero e tale percentuale aumenta per quelli civili. Nettamente in aumento anche l’età media dei coniugi al momento della celebrazione, dovuto alla crescita dei secondi matrimoni e di coppie che posticipano l’età del matrimonio in età avanzata.
