di Chiara Fabrizi

Nel 2010 il decreto ingiuntivo emesso dal tribunale di Perugia intimava al Comune di Terni di pagare circa 50 mila euro all’azienda che, per conto dell’ente, aveva eseguito una serie di interventi di installazione segnaletica stradale. Oggi a distanza di cinque anni la somma richiesta al municipio ammonta a 72 mila euro, così come definito dalla sentenza di ottemperanza emessa dal Tar dell’Umbria.

Debito da 72 mila euro Nel procedimento promosso dall’azienda del Perugino, palazzo Spada non si è neanche costituito in giudizio, eppure i giudici amministrativi (presidente Lamberti, consiglieri Fantini e Amovilli) con la pronuncia confermano la legittimità del credito e relativa richiesta di riscossione, tanto che concedono all’ente 30 giorni di tempo per saldare il conto, prevedendo a partire dal 31mo e per ogni giorni di ritardo l’addebito di ulteriori 10 euro, almeno fino alla nomina del commissario ad acta.

Nominato commissario ad acta Già, perché il Tar ha anche accolto anche la richiesta presentata dai legali dell’azienda che, per riuscire a incassare la somma, hanno per l’appunto proposto la nomina di un commissario ad acta che dovrà seguire la pratica fino a quando l’ente non onorerà il debito. In questo senso, il tribunale con la pronuncia ha affidato l’incarico in questione al prefetto di Terni «che – si legge nella sentenza di ottemperanza – potrà delegare personale dipendente».

Spese legali e compenso a Prefettura Il commissario, così come disposto dal Tar, dovrà provvedere a prelevare 72 mila euro da qualsiasi capitolo di spesa del Comune o da enti locali verso i quali palazzo Spada vanta crediti. Per scrivere la parola fine i giudici amministrativi hanno concesso 90 giorni, salvo proroghe. Intanto il municipio è chiamato a pagare 1.500 euro di spese legali a cui si somma il compenso che la Prefettura richiederà per assumere l’incarico. Da capire poi, alla luce della mancata costituzione in giudizio, se l’ente abbia appostato in bilancio il debito.

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