di Francesca Mancosu
«Nove stazioni in un tratto di circa sette chilometri di ferrovia, due e mezzo dei quali saranno raddoppiati. Nuovi sottovia, in tutto cinque, che consentiranno di migliorare la viabilità automobilistica della zona e di velocizzare la linea ferroviaria. I lavori potranno dunque partire già dal prossimo anno, per concludersi, con ogni probabilità, entro il febbraio del 2003». Così recitava il sito del Comune di Terni, il 18 settembre del 2000, a proposito della ‘realizzanda’ metropolitana di superficie di collegamento fra Terni e Cesi.
L’eterna incompiuta A distanza di 14 anni ancora incompiuta e lungi dal funzionare. Quando riprenderanno i lavori e quando entrerà in funzione? Lo abbiamo chiesto direttamente al Comune, che da sempre nega ogni responsabilità in proposito, e ad Umbria mobilità, che dovrà completare la struttura.
«Il Comune non c’entra niente» Ci tiene a scansare ogni equivoco Federico Nannurelli, funzionario dell’ufficio lavori pubblici, che sta seguendo la vicenda passo passo. «Si tratta di un’opera finanziata dallo Stato, in capo prima alla Ferrovia centrale umbra e ora ad Umbria mobilità, che è sia la stazione appaltante che il soggetto attuatore. Spetta a loro realizzarla. Noi possiamo solo svolgere un’azione di coordinamento delle interferenze (fra la linea ferroviaria e il territorio, ndR) sul sistema viario esistente: non siamo responsabili né del progetto, del quale fu preso atto ai tempi della giunta Ciaurro, né della sua attuazione».
Avanti con gli espropri A fornire ulteriori dettagli sulla questione è Mauro Fagioli, direttore tecnico di Umbria Mobilità. «Stiamo andando avanti: la parte progettuale è stata approvata e il bando di gara è stato già predisposto; sarà pubblicato all’incirca fra un mese, non appena saranno terminati gli ultimi espropri dei terreni che interesseranno la tratta. Sono circa una decina, ma finché non verranno completati non possiamo andare avanti».
«I fondi per la realizzazione ci sono», assicura Fagioli. Ad assegnarli, per un ammontare complessivo di circa 5 milioni e mezzo di euro, una legge del 2011, che prevede due tipi di intervento: sulle infrastrutture, per un milione, e sugli impianti tecnologici per i restanti 4 e mezzo. «Una volta completata l’opera – prosegue il dirigente – verrà deciso che tipo di servizio offrire, come farlo e chi se ne prenderà carico».
E i tempi di completamento? Quelli no, non sono stimati. «Non dovrebbero essere lunghi – conclude Fagioli -, ma tutto dipende dalla gara. In sostanza, si tratta di costruire il raddoppio ed elettrificarlo sul binario di linea. Poi andranno installati tutti gli impianti tecnologici per garantirne l’esercizio. Di quest’ultimo se ne dovrebbe occupare Umbria mobilità, ma il programma va costruito con gli enti locali».
