di Francesca Torricelli
«Ci stanno togliendo gran parte del parco» e ancora «vogliono addirittura abbattere una quercia secolare». Queste e molte altre sono le polemiche nate in questi giorni tra gli abitanti di via Magenta a Terni.
L’appalto Circa un mese fa sono iniziati i lavori di sistemazione idraulica del fosso di Stroncone, nel tratto compreso tra via Di Vittorio e il fiume Nera (oltre all’ampliamento del letto e l’innalzamento degli argini già esistenti in alcune zone), appaltati all’impresa siciliana Dicearco Srl dal consorzio di bonifica Tevere-Nera, su progetto dello studio di ingegneria idraulica Ceseco international Srl di Roma. La data prevista per la consegna dei lavori è il 26 giugno 2015.
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Gli alberi Agli abitanti del quartiere, in questi giorni, è giunta notizia che «durante i lavori verranno abbattuti alberi secolari, tra cui una quercia e due pioppi di diametro superiore a 40 cm e circonferenza superiore a 125 cm; la quercia dovrebbe rientrare nelle specie protette da una legge regionale sulla tutela degli alberi monumentali».i residenti hanno, così, formato un comitato di quartiere «per cercare di salvare dall’abbattimento gli alberi situati vicino all’argine del fosso, all’interno del piccolo parco di via Magenta».
Le autorizzazioni Il primo passo fatto dal comitato di quartiere, è stato quello di «informare le associazioni ambientaliste a Perugia e a Terni; Legambiente e Italia Nostra; il Corpo forestale dello stato a Perugia e l’assessore all’ambiente del comune di Stroncone». Inoltre, sempre dal comitato, è stata contattata telefonicamente «la dottoressa Tomita Petrolati, funzionario tecnico presso la direzione gestione e manutenzione patrimonio immobiliare – ufficio gestione verde pubblico – tutela patrimonio arboreo, del comune di Terni, che ha dichiarato – dicono alcuni dei residenti – di aver rilasciato le autorizzazioni per l’abbattimento degli alberi al consorzio di bonifica Tevere-Nera, per rispondere a motivi di incolumità pubblica».
Le costruzioni Il comitato di quartiere, successivamente, si è messo in contatto telefonico anche «con il geometra Carlo Trappetti dell’ufficio tecnico del consorzio, che ci ha dichiarato l’impossibilità di agire diversamente, in quanto lo scavo per l’ampliamento previsto dal progetto, può essere effettuato in via Magenta solo sul versante dell’argine sul quale sono situati gli alberi e non sulla riva opposta in quanto occupata da alcuni piccoli edifici consistenti in costruzioni in mattoni e lamiera destinate al ricovero di automezzi».
La richiesta del comitato di quartiere è quella di «sospendere l’autorizzazione ad abbattere gli alberi ed, inoltre, chiede ai responsabili dei lavori, una piccola variante tecnica al progetto che escluda l’abbattimento prima di tutto della quercia monumentale tutelata dalla legge».
La messa in sicurezza Carla Pagliari, direttore del consorzio di bonifica Tevere-Nera, raggiunta telefonicamente da Umbria24, ha spiegato che «i lavori si stanno svolgendo per la messa in sicurezza dei cittadini dal rischio idrogeologico. Stiamo parlando di tre alberi secchi e pericolanti che andrebbero ad interrompere la costruzione dell’argine. Bisognerebbe quindi costruire l’argine, fare un’interruzione, riprendere l’argine, fare un’altra interruzione e riprendere nuovamente l’argine. Questo non è possibile. Per salvare tre alberi secchi, mettiamo a repentaglio la vita delle persone?»
Le associazioni Giovedì 20 novembre al Consorzio si è svolto un incontro con lega ambiente, il Wwf e altre associazioni a salvaguardia dell’ambiente e «abbiamo trovato un accordo», ha detto ancora Carla Pagliari. «Gli esponenti delle associazioni hanno capito che non è possibile salvare quelle piante. In più abbiamo tutte le autorizzazioni, in modo particolare dall’autorità idraulica che è la provincia di Terni, per tagliarle».
Disagio momentaneo «Come già detto dal direttore, durante l’incontro con le associazioni, abbiamo spiegato che il progetto non può essere fermato», ha detto il direttore del consorzio Tevere-Nera, Vittorio Contessa.«Abbiamo tutte le autorizzazioni per proseguire con i lavori per la messa in sicurezza della città. Conciliare i problemi ambientali con quelli di sicurezza idraulica non è facile, ma su questo ci siamo già spiegati con le associazioni. Una volta finiti i lavori, nel parco adiacente, verranno rimesse delle piante, il doppio di quelle che ci sono attualmente. Quindi i residenti nel quartiere possono stare ben tranquilli che il disagio sarà solo momentaneo». Per quanto riguarda, invece, le costruzioni in mattoni e lamiera destinati al ricovero di automezzi lungo fiume «andranno tolte tutte quelle che impediranno il corretto funzionamento dei lavori», è intervenuto Carlo Trappetti, geometra dell’ufficio tecnico del Consorzio. «Ovviamente, quelle condonate dal comune e quelle che rimarranno fuori dalla nostra zona di competenza, rimarranno».
