L’acqua del fontanile è acquitrinosa, i muri pieni di scritte e non manca immondizia qua e là. Un parco in periferia? No è il Caos di Terni, inteso come Centro arti opificio Siri, quello che dovrebbe essere in qualche modo considerato il simbolo della vita culturale della Conca, ma che evidentemente non ha un aspetto all’altezza. Per questo il consigliere comunale del M5s, Federico Pasculli, si indigna e lascia uno sfogo corredato di foto, sul suo profilo Facebook, allegando interrogazione ad hoc.
ECCO LE FOTO SCATTATE DAL CONSIGLIERE PASCULLI
Pasculli «Questa la situazione esterna del Caos, – scrive il consigliere pentastellato – centro della ‘cultura’ di questa città ed esempio di ‘buona’ gestione del patrimonio ternano. Il giusto sfondo – ironizza – per la candidatura di Terni a ‘Capitale italiana della cultura’. Per questo motivo – scrive a nome del gruppo – abbiamo depositato un’interrogazione a cui speriamo presto si degnino di risponderci – e spiega – ad oggi molti soldi investiti, pochi visitatori, ma tante bottiglie di vetro rotte, topi e molto altro. Candidarsi a simili posizioni con uno sfondo così – attacca duramente – è come voler credere di poter vincere una corsa di formula uno su una biga romana. Basta con le prese in giro e prima di chiedere altro, provate a gestire bene quello che avete oggi in carico».
Interrogazione Nell’atto depositato e in attesa di risposta, i grillini inseriscono alcuni dati riguardanti il Caos e tra i numeri più sorprendenti messi nero su bianco dal M5s ci sono quelli degli scontrini del ‘Fat’ (il bar inserito all’interno del complesso museale) nei primi 4 mesi del 2015, rispetto a quello degli ingressi alle mostre e ai musei connessi negli ultimi sei mesi: risultato 5000 – 211. Stando a quanto dichiarato dai pentastellati dunque, al sistema museale avrebbero accesso 0,7 paganti al giorno e il bar avrebbe incassato 27 mila e 500 euro in soli 4 mesi. «Nei report open data del sistema museale alla voce ‘visitatori mostre e attività culturali’, – è scritto nelle premesse dell’interrogazione – non è riportato l’incasso totale dei paganti, cosa che rende incomprensibile anche la lettura degli stessi dati e rappresenta un ostacolo all’analisi stessa». In ogni caso, secondo la stima 5 stelle, da gennaio a giugno i paganti avrebbero generato un incasso di soli 800 euro.
Caos In soldoni il M5s evidenzia il totale flop della gestione Caos alla luce dei corposi investimenti fatti e denuncia il mancato passaggio in consiglio comunale del bando per l’affidamento nei prossimi 4 anni oltre alla mancata individuazione di un organismo di controllo sull’attività del concessionario e ad uno stato di degrado dell’area nel suo complesso. Al sindaco e alla giunta i grillini chiedono per tanto se ritengano che l’analisi dei dati sia corretta ed in questo caso se ritengano gli accessi sufficienti rispetto agli investimenti se siano a conoscenza dei problemi di pulizia e decoro del complesso museale e se intendano intervenire in tal senso. Viste le difficoltà di bilancio, inoltre, il M5s nell’interrogazione lancia una frecciatina davvero pungente, della serie: ‘Ma il comune è proprio sicuro di voler investire sul Caos?’
