Foto Antonio Vagnozzi (sito Atamb)

di M. R.

«L’osservatorio di San Erasmo è chiuso al pubblico dall’aprile scorso per scadenza dei termini del contratto di gestione con il Comune di Terni e purtroppo così rimarrà fintanto che la stessa amministrazione non prenderà posizione in merito». Questa la denuncia di Tonino Scacciafratte, presidente dell’Associazione Ternana Astrofili Massimiliano Beltrame (Atamb) che da anni gestisce la struttura ma pare che la soluzione sia ormai ad un passo.

Astrofili È da pochi giorni trascorsa la notte delle stelle cadenti, quella di San Lorenzo che ricorre il 10 agosto di ogni anno e l’associazione, diversamente dal passato, si è trovata costretta a dare appuntamento alla cittadinanza ai prati di Stroncone piuttosto che all’osservatorio di Sant’Erasmo. Alla pioggia meteorica delle Perseidi, insomma, ha fatto eco quella amara dei malumori: «Non si capisce perché – spiega un membro dell’associazione – il Comune, alla scadenza di dieci anni non abbia rinnovato il contratto di gestione, la convenzione includeva la possibilità di una proroga, ma nonostante le sollecitazioni da quattro mesi a questa parte non c’è stato verso».

Rinnovo convenzione «Per una firma mancata – proseguono dall’Atamb – si sta lasciando in stato di abbandono l’osservatorio, peraltro molto caro ai ternani visto che non di rado ci arrivano richieste di apertura ma non siamo autorizzati anche se continuiamo a pagare le utenze nonostante il mancato utilizzo». Tale situazione dovrebbe perdurare ancora per poco: a nome dell’amministrazione di Palazzo Spada, infatti, l’assessore all’ambiente Emilio Giacchetti ha riferito a Umbria 24 che la delibera dedicata è già stata approvata in giunta. Essendo però attualmente sospesa l’attività consiliare, l’atto passera per la commissione e successivamente per il consiglio solo il prossimo mese.

Comune di Terni Secondo quanto trapela da piazza Mario Ridolfi insomma, è questione insomma di settimane poi gli appassionati potranno tornare ad usufruire dei telescopi. Stando ai dati forniti dall’associazione, l’osservatorio conterebbe circa 500 visitatori l’anno, comprese le scolaresche, l’ingresso è gratuito e le attività di ricerca e divulgazione promosse dall’Atamb si baserebbero sul finanziamento della Fondazione Carit, sul contributo volontario di chi usufruisce dell’osservatorio e su quello dei soci.

Twitter @martarosati28