'Striscia' intervista l'avvocato Canzona

di F.T.

All’inizio l’avvocato Giacinto Canzona era famoso soprattutto per le ‘notizie-bufala’: dalla donna che diventa madre di tre figli per colpa di un preservativo difettoso e ottiene un maxi-risarcimento, alla causa di tal ‘signora Capra’ contro Peppa Pig per problemi di omonimia.

Non solo ‘sorrisi’ Poi Striscia la Notizia lo ha ‘inchiodato’ per altre faccende meno divertenti: a cominciare dalle richieste di denaro, con tanto di citazione a giudizio, giunte a centinaia di persone in tutta Italia – fra loro anche un pensionato ternano – per la class-action avviata per ottenere il rimborso dei libretti di risparmio ‘antichi’, ovvero ritrovati dopo diversi anni in qualche cassetto o soffitta impolverata.

La vicenda Nel 2011, grazie anche alla grancassa dei media, l’avvocato Canzona era riuscito a mettere insieme circa 600 cittadini in tutta Italia, speranzosi di poter riottenere i soldi dei libretti ‘smarriti’ e poi ritrovati. Una class action il cui costo per ogni singolo utente – 150 euro, suddivisi fra spese vive (100) e mediazione obbligatoria (50) – era parso accettabile: «Vale la pena provare – ha pensato il cliente ternano -, se poi vinciamo la causa mi rifaccio con gli interessi».

La richiesta La causa intentata contro gli istituti di credito e le stesse Poste, però, è andata male. Fin qui nulla di strano. A quel punto però – sentenza e appello in mano – l’avvocato Canzona, è tornato a farsi sentire con ‘l’esercito’ dei circa seicento beffati. E lo ha fatto chiedendo il conto – ben 3.498,46 euro ciascuno – per il lavoro svolto e le spese sostenute, relegando allo status di ‘acconto’ i 150 euro inizialmente pattuiti e poi versati dai vari clienti. Il tutto attraverso un atto di citazione davanti il giudice di pace di Roma.

Lo ‘sconto’ Pochi giorni dopo – a metà dello scorso novembre – l’ineffabile Canzona ha scritto di nuovo a tutti, spiegando che si sarebbe ‘accontentato’ di 1.500 euro per chiudere definitivamente e bonariamente la questione. Qualcuno dei seicento avrà pagato pure, per non dover intraprendere un lungo contenzioso. Ma il cliente ternano si è rifiutato: quella cifra gli è sembrata comunque uno sproposito. E allora, attraverso l’avvocato Patrizia Bececco, ha risposto per le rime: «Nulla le devo, visto che ho da tempo ho liquidato i 150 euro pattuiti e previsti dalla Sua lettera circolare».

L’impegno Intercettato e pressato da Moreno Morello, ad inizio dicembre l’avvocato Canzona si è impegnato, davanti ai microfoni di ‘Striscia’, a «rinunciare a tutti gli onorari», inclusi i 1.500 euro con la promessa di far recapitare alla redazione del Tg anche un testo scritto. Una buona notizia, ancora da confermare, subito seguita da un’altra ‘mazzata’: a diversi clienti sarebbero infatti arrivate le cartelle di Equitalia per il mancato versamento del contributo unificato di 450 euro relativo a ciascuna azione, con tanto di sanzione pari al doppio del contributo, ovvero 900 euro, e relativi interessi.

Nuove ‘grane’ Un fatto che, oltre a creare altri disagi, ha messo in allarme le associazioni dei consumatori che hanno denunciato: «L’avvocato Canzona non ha informato adeguatamente i ricorsisti che ora hanno tutto il diritto di fare rivalsa sul legale». E le ‘grane’, almeno per il momento, sembrano destinate a proseguire.

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.