A seguito del licenziamento di due impiegati e un operaio dell’area a caldo di Tk-Ast, il candidato al consiglio regionale per il M5s Andrea Liberati a mezzo stampa interroga l’ad Lucia Morselli, appellandola ‘Mrs Thyssen’ e chiedendole: «Cosa c’è da nascondere del sito?»
Liberati Il pentastellato ex presidente di Italia Nostra, nella nota scrive: «Anziché dilettarsi nello sport che più le si addice, ovvero cacciare persone, la Morselli dovrebbe esercitare particolare prudenza alle questioni ambientali». Secondo quanto riportato da Liberati, l’Arpa avrebbe rilevato lo stato di contaminazione dell’aria tra Terni e Narni «vero inferno dei metalli pesanti. Anzitutto la nuova centralina di Prisciano attesta quel che sospettavamo – scrive Liberati – in quell’area insiste un’altissima concentrazione di nichel e cromo, col primo che, eccetto ad agosto e novembre, è costantemente a un livello pressoché pari al doppio rispetto al tasso di allarme stabilito dalla normativa europea, oltre il quale l’aria è considerata di qualità scadente».
Lo sciopero Secondo i dati riportati dal candidato del Movimento, a novembre, durante lo sciopero di Ast, i livelli di tutti i metalli pesanti nell’aria erano scesi fino a 35 volte rispetto al mese precedente: «Sarebbe però un errore – scrive il candidato M5s – limitarsi ai rilevamenti della centralina di Prisciano, infatti pure nel centro di Terni la centralina di Carrara registra una media annuale 2014 pari al livello massimo tollerato dall’Europa (19,4 contro 20 ng/m³), con una qualità dell’aria dunque anche qui pressoché ‘scadente’, nonostante circa tre chilometri di distanza dai forni di fusione».
L’allarme «Pazzesco – chiosa Liberati – che la criticità si presenti anche a molti chilometri di distanza. I numeri di Narni e Amelia, – scrive – grazie a nuove centraline, raccontano parimenti come il cromo stia ammorbando i cieli di località particolarmente distanti dagli impianti siderurgici. Questa situazione – conclude -dovrebbe imporre un’urgente messa in sicurezza degli impianti che rappresentano un evidente rischio per lavoratori e residenti. Messa in sicurezza e bonifiche costituirebbero occasione di sviluppo e rilancio, ma i tedeschi e le loro quinte colonne italiche sembrano interessati a desertificarci, riservando le prospettive di lavoro al Nord Europa. Intanto – insiste il grillino – politica e Magistratura italiche, ognuna per le proprie competenze, stanno a guardare».
