di M.T.

Incontrarsi e dirsi addio. Pure con un discreto sbattimento di porte. Il comitato ‘Mille alberi per Terni’ viene abbandonato da due, importanti, associazioni ambientaliste – Legambiente e Pro Natura – che, nel farlo, gliele cantano pure. Accusando «singoli sostenitori del comitato» di «inaccettabili comportamenti».

Gli alberi Sì, perché secondo le due associazioni, più che avere a cuore le sorti degli alberi, li avrebbe voluti utilizzare come strumento politico e, meglio (o peggio) ancora, elettoralistico. Non tanto per appiccicarci qualche manifesto, ovviamente, ma per far diventare quella battaglia a favore del verde «nella quale ovviamente ci riconosciamo», una faccenda da utilizzare, da parte «di qualche lista civica, che personaggi molto attivi in questa fase stanno mettendo in piedi in vista delle prossime elezioni amministrative».

Il documento Nel «dichiarare conclusa questa breve esperienza», Legambiente parla di «un’incolmabile divergenza sul modus operandi, che per noi non può prescindere dalle regole democratiche che sottintendono a qualsiasi relazione tra singoli e tra associazioni». Il fatto scatenante sarebbe stata la presentazione al consiglio comunale di un atto di indirizzo sul verde pubblico «a nome dell’intero comitato – spiega Aura Moscatelli – ma senza che il testo finale sia mai stato sottoposto all’approvazione di tutti i componenti». Tanto che l’accusa è pesante, visto che Legambiente lascia il comitato «denunciando la sin troppo facile strumentalizzazione, a fini politici, che attraverso di esso si vuole perseguire».

Le devianze Pro Natura, dal canto suo, non è da meno, visto che parla di «strumentalizzazioni recentemente avvenute, con l’inserimento di persone che mai in precedenza avevano partecipato ai lavori del comitato». Il timore, anche per questa associazione ambientalista, «è che il comitato possa deviare dalle finalità ambientaliste per cui è stato creato, indirizzandosi alla mera protesta politica pre-elettorale».

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