di F.T.
La debolezza inizia a farsi sentire ma loro non intendono mollare: «Almeno finché il commissario ministeriale non assumerà le decisioni utili a garantire il futuro della cooperativa». Un concetto che Petya Dimova, Rita Satolli e Serenella Arca – le tre lavoratrici Aidas per le quali è iniziato il nono giorno di sciopero della fame – hanno ribadito con forza anche al sindaco Leopoldo Di Girolamo e ai consiglieri comunali.
L’occasione era quella rappresentata dalla conferenza dei capigruppo convocata in via straordinaria presso la sede della Uil, dove le tre lavoratrici stanno mettendo in pratica la dura forma di protesta insieme al segretario locale del sindacato, Gino Venturi. Oltre al primo cittadino e al presidente del consiglio comunale Giorgio Finocchio, al’incontro sono intervenuti Enrico Melasecche, David Tallarico, Sandro Piccinini, Giocondo Talamonti e Leo Venturi.
Introduzione Il primo a intervenire è stato Giorgio Finocchio: «Non siamo qui per cercare visibilità o per farci scattare qualche foto – ha detto – ma per provare a fare qualcosa di concreto per queste donne e le loro famiglie». È toccato alle lavoratrici spiegare il perché della protesta: «Chiediamo che ci vengano dati i nostri stipendi ma soprattutto chiediamo trasparenza e lealtà. Perché questa cooperativa avrà sì dei debiti, ma ha anche immobili e ben 173 posti autorizzati che rappresentano il patrimonio da cui possiamo ripartire».
Precise le richieste avanzate a Silvia Volpini, il commissario ministeriale a cui lo scorso dicembre sono state affidate le sorti della cooperativa: «Vogliamo che il percorso che porterà alla stesura del piano concordatario (il termine è quello del 17 aprile, ndR) sia chiaro e condiviso. Ci sono tutte le condizioni per evitare la liquidazione coatta di Aidas, ma bisogna partire da alcune azioni concrete». Un esempio su tutti: «Fra i soci Aidas – spiegano le lavoratrici – ci sono persone che lavorano per altre cooperative concorrenti. Possono partecipare alle assemblee e hanno la possibilità di decidere il futuro della struttura. L’autorizzazione gli era stata data dal vecchio cda poi decaduto. Tutto ciò, oggi, può e deve essere revocato dal commissario».
Il sindacato Concetti ribaditi anche da Gino Venturi: «Non giriamoci troppo attorno – ha attaccato – questo è un meccanismo volto a controllare la cooperativa e come tale deve essere rimosso. Fra i soci Aidas ci sono persone che hanno contratti a tempo determinato con realtà concorrenti e che per questo sono ancor più vulnerabili e influenzabili». Venturi è netto: «Questa azienda potrà avere un futuro solo se le cose verranno fatte in maniera chiara e pulita. Noi pensiamo che le possibilità di salvarla ci siano. Anche le manifestazioni di interesse da parte di cooperative pronte a subentrare, devono essere valutate alla luce del sole. Gira voce che siano cinque ma anche questo aspetto non è affatto chiaro».
Attenzione Il sindaco Di Girolamo, oltre a solidarizzare con le lavoratrici, si è detto «pronto a portare all’attenzione del commissario di Aidas tutte le problematiche sollevate». L’incontro è stato fissato per il prossimo 27 febbraio. «La situazione debitoria è sicuramente consistente – ha aggiunto il primo cittadino – e già con il cda precedente avevamo avuto contatti per provare ad individuare qualche soluzione. Di recente abbiamo anche incontrato una delle cinque cooperative che hanno manifestato interesse verso Aidas. In quella sede è stata ribadita la disponibilità a diventare partner e a costruire un piano per la prosecuzione e il rilancio delle attività».
La richiesta Alle lavoratrici, il sindaco ha chiesto anche di «allentare la protesta». Una richiesta respinta in maniera gentile ma altrettanto ferma. E già dalla prossima settimana altre tre donne potrebbero aggiungersi al gruppo in lotta.
La nota La conferenza dei capigruppo del Comune di Terni, anche a seguito dell’incontro avuto con le socie-lavoratrici della cooperativa Aidas, sottolinea in una nota, «l’assoluta necessità e urgenza di un incontro chiarificatore tra il commissario ministeriale Silvia Volpini e le autorità istituzionali che ne hanno fatto richiesta, sindaco e prefetto di Terni; tali incontri, vista la straordinarietà assunta dalla vicenda che tocca l’incolumità fisica, morale e psicologica delle lavoratrici, non possono essere procrastinati nei giorni a venire, ma devono necessariamente svolgersi nelle prossime ore, provando a garantire in tal modo e sotto la responsabilità di ognuno per i ruoli e le funzioni ricoperte, un evolversi meno traumatico della vicenda».
Il futuro La commissaria ministeriale e le autorità istituzionali e governative, dicono i capigruppo, «devono altresì, nell’ambito delle loro prerogative e funzioni, attivarsi per garantire le richieste di legalità e trasparenza nell’ambito del percorso concordatario attivato; l’obiettivo primario di tale percorso, in una situazione di crisi economica e sociale straordinaria, resta la prospettiva di un futuro certo di lavoro per tutti i soci lavoratori, salvaguardando il patrimonio di competenze umane e il patrimonio immobiliare e i diritti immateriali acquisiti della cooperativa Aidas».
Il pregresso A tal fine, secondo i politici, «vengono ritenuti importanti i relativi passaggi di assoluta autonomia gestionale e organizzativa, verificando la correttezza dei percorsi passati ed eventualmente sanando situazioni considerate illegittime; assicurare nel percorso concordatario e nel futuro assetto industriale le più adeguate soluzioni al fine di garantire i posti di lavoro e i necessari diritti e doveri dei soci lavoratori; verificare, nell’ambito della gestione finanziaria attuale, la possibilità immediata di dare seguito al pagamento delle mensilità arretrate o a parte di esse, anche in ragione della continuità lavorativa assicurata dalle socie lavoratrici in una condizione di precarietà assoluta».
