di Francesca Torricelli
«Nonostante una partenza difficile e complessa, oggi possiamo annunciare con soddisfazione di aver raggiunto l’equilibrio di gestione per l’anno 2013, con tendenziale pareggio di bilancio – 190,8 milioni di euro di ricavi e 190,6 milioni di euro di costi – che ci riporta ai parametri del ‘Sistema sanitario regionale’». Così il direttore generale dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, Andrea Casciari, ha aperto la conferenza stampa indetta per presentare alla stampa e agli operatori sanitari i risultati aziendali del 2013 e gli obiettivi prefissati per il 2014. Con lui erano presenti anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, la presidente della regione Umbria, Catiuscia Marini, il direttore regionale della sanità, Emilio Duca e Giuseppe Schillaci dell’università degli studi di Perugia.
Una risorsa «Questa azienda sta portando avanti un lavoro positivo – ha spiegato la presidente Catiuscia Marini – per quanto riguarda gli investimenti e la riqualificazione di tutto l’ospedale. Ma anche nella qualità dei servizi che si intendono dare ai pazienti e nel riconoscimento delle professionalità che operano al servizio dei cittadini». La giunta regionale «sostiene in maniera robusta gli investimenti di questa azienda. Abbiamo sostenuto il finanziamento per l’adeguamento alla normativa antincendio che è anche l’occasione, però, per riordinare gli spazi interni». L’Azienda ospedaliera di Terni «è per noi una risorsa e non è più un problema».
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I numeri del 2013 Nel dettaglio l’andamento gestionale del 2013 «ha dimostrato un miglioramento dell’efficienza aziendale – ha continuato Casciari – attraverso l’incremento dei volumi di attività di ricovero di 9,5 milioni di euro rispetto al 2012. Riferiti in particolare all’attività di alta specialità regionale (+1,9 milioni), all’attività extraregionale (+3,4 milioni)e all’attività di medio-bassa specialità regionale (+4,2 milioni). La revisione contratti, in base alla spending review e il monitoraggio costante dei costi, hanno portato ad una riduzione contabile dei costi di quasi 2 milioni di euro. Assorbendo così il tasso d’inflazione e l’aumento del costo dei beni sanitari dove, tuttavia, si rileva un miglioramento dell’efficienza del loro utilizzo».
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L’azienda Per quanto riguarda le performance aziendali «abbiamo rilevato importanti segni di miglioramento con un aumento della complessità della casistica e dei ricoveri ordinari ed inizia a scendere l’indice di inappropriatezza della degenza». Le azioni e gli interventi del 2013 «hanno riguardato il protocollo generale di intesa fra Regione ed Università, la Centrale operativa 118 e il riordino complessivo del sistema dell’emergenza-urgenza, l’assistenza odontoiatrica, la continuità assistenziale ospedale-territorio, la riabilitazione, l’endocrinologia e la farmaceutica sul fronte dell’integrazione».
L’efficienza Gli interventi in termini di efficienza «hanno comportato la creazione della rete informatica aziendale, la riunificazione del dipartimento ‘testa-collo’, le apparecchiature e attrezzature per la ‘T.i.n’, l’apparecchiatura per l’esecuzione della ‘Pet’, la riorganizzazione dell’area delle chirurgie generali, il laboratorio analisi e l’adeguamento organico delle strutture complesse. Oltre, ovviamente, al mantenimento dell’attività chirurgica assistenziale a completo regime anche nel periodo estivo e l’incremento delle sedute operatorie programmate, l’adeguamento dei posti letto nelle strutture complesse di ‘Neurochirurgia’ e ‘Rianimazione’, l’acquisizione di attrezzature varie in autofinanziamento per circa 1,5 milioni di euro e l’acquisizione di 150 postazioni di lavoro per il rinnovo della dotazione informatica».
L’equità In termini di equità, appropriatezza clinica e organizzativa, il 2013 ha portato «la revisione del regolamento dell’attività libero professionale, la procedura di gestione dei ricoveri urgenti e posti letto soprannumerari, la responsabilità organizzativa del ‘Centro salute donna’, la continuità assistenziale in area medica e chirurgica estesa anche ai giorni festivi e il riconoscimento dei primi due ‘Bollini rosa’ su tre, nell’ambito dell’attenzione posta alla salute della donna».
Interventi strutturali «L’ospedale di Terni ha una struttura vecchia, quindi per ovvi motivi e in continua ristrutturazione. Per quanto concerne gli interventi nel 2013, è stato possibile realizzare il piano di gestione delle emergenze e interventi per la sicurezza antincendio, la ristrutturazione della Neurologia e Neurofisiologia – ancora in corso – la sala operatoria per interventi di chirurgia vascolare, il parcheggio e la mensa».
Il 2014 Tra gli obiettivi del 2014 «oltre alla stabilizzazione dei risultati del 2013 – ha conclusoAndrea Casciari – lavoreremo principalmente sulla qualità delle procedure e dei servizi, tra cui il parto analgesia e i servizi radiologici h24. Ma altri interventi sono previsti per il prossimo anno. Tra di essi la riorganizzazione delle professioni sanitarie, la copertura delle direzioni di alcune strutture complesse – Anestesia, pronto soccorso e medicina d’urgenza – la riunificazione delle strutture complesse area pediatrica, il potenziamento delle attività dei servizi Dea e l’informatizzazione del percorso chirurgico. Oltre, ovviamente, alla sistemazione logistica e strutturale della Nefrologia e Dialisi e gli investimenti finalizzati alla riqualificazione strutturale e tecnologica del servizio sanitario».
Una regione modello «I numeri mostrati dal direttore parlano da soli», è intervenuto il sindaco Leopoldo Di Girolamo. «Dimostrano che nel 2013, per la prima volta con risorse in diminuzione riusciamo a confermarci regione modello di questo Paese. Dentro l’Umbria, l’Azienda ospedaliera di Terni, conferma un quadro d’eccellenza agendo su due elementi fondamentali. Da un lato la nostra collocazione geografica e dell’altro la qualità dei professionisti. Le 1607 persone che lavorano nell’Azienda ospedaliera ternana sono quell’elemento di continuità fondamentale».
