Palazzo Spada, la sede del Comune di Terni (foto Rosati)

Il trasferimento delle sezioni Montessori alla Benedetto Brin fa ancora discutere, dopo le prese di posizione del Cosec, il comitato servizi educativi comunali che si oppone al trasferimento dell’aula Verde alla scuola XX Settembre per far spazio alle sezioni Montessori alla Brin. Sono quattro i temi sul tavolo: la forma geometrica delle aule, il sovraffollamento della mensa, l’incertezza dovuta ai continui trasferimenti, i costi preventivati.

La forma Sul caso interviene direttamente l’associazione Montessori con una nota stampa. Sul primo punto l’associazione spiega che «la metratura delle aule nella XX settembre permette un tetto massimo di 29 alunni, mentre alla Brin 24. Questo dato, insieme al numero maggiore di aule che Aula Verde avrebbe alla XX settembre rispetto alla Brin, dovrebbero essere sufficiente a contenere ogni necessità».

Fronte mense Sul fronte mense il gruppo sottolinea come «dal momento in cui andranno via i circa 180 bambini delle sezioni Montessori rimarranno poco più di 60 pasti serviti, e non 200. Qualora quindi giustamente i genitori dell’Aula Verde vorranno che la mensa sia adeguata al metodo educativo specifico, ne avranno ampia possibilità vista il numero ridotto di pasti serviti».

Trasferimenti e costi Per quanto riguarda l’incertezza del trasferimento l’associazione spiega che anche per la sezione Montessori «dovrà esserci un trasferimento e già una classe dell’infanzia si trova dall’inizio dell’anno scolastico alla Brin, in attesa di ricongiungimento». Sui costi infine, l’associazione fa il punto. «Il progetto iniziale stanziava 200mila euro per adeguare strutturalmente la Brin a contenere tutti, Aula Verde, Montessori Primaria e Infanzia e le attuali Medie. Il problema è che questi lavori non sono partiti e pur facendoli iniziare a fine anno scolastico in corso non si riuscirebbe a trasferire la Montessori primaria e Infanzia per l’anno 2016-2017. Da qui la soluzione dello scambio, che permetterebbe alla Montessori appunto di accettare le nuove iscrizioni, ricongiungersi con la classe di Infanzia, e avere spazi a sufficienza per il futuro».

Salgono le iscrizioni «Se le classi a metodo Montessori sono cresciute esponenzialmente in questi anni – conclude la nota dell’associazione – ciò significa che c’è in città un forte interesse verso questa scelta formativa. Se questo comporta quindi uno spazio fisico adeguato ad accompagnare tale sviluppo, non si vorrà mica metterlo in discussione? Se in questi anni Aula Verde ha subito vari spostamenti, questo non va certo imputato al crescente numero di classi Montessori, ma eventualmente a problemi organizzativi del Comune. La soluzione prospettata a noi sembra, al netto dei sacrifici che richiede a tutti, quella che lascia a ciascuna esperienza didattica il giusto spazio di sviluppo e azione».

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