Fanno ancora discutere le progressioni orizzontali, il bonus economico per i dipendenti del Comune di Terni. A difendere questo istituto, dopo che nei giorni scorsi le diverse sigle sindacali si erano divise sui metodi da utilizzare per la sua applicazione, è direttamente l’assessore al Personale di Palazzo Spada Cristhia Falchetti Ballerani, secondo cui «i criteri delle progressioni orizzontali incentrati sulla meritocrazia”.
Le divisioni Nei giorni scorsi la questione è finita oggetto di dibattito anche all’interno dei diversi esponenti delle rappresentanze dei lavoratori pubblici. Secondo la Usb infatti i criteri da adottare per l’assegnazione delle progressioni devono seguire essenzialmente il criterio dell’anzianità, favorendo in primo luogo chi non ne ha mai beneficiato. Di contro il dibattitto ha interessato anche Cisl e Uil, che si sono scontrate su quanti lavoratori effettivi avrebbero avuto accesso al bonus secondo i parametri stabiliti dall’amministrazione comunale.
Rammarico «Colgo con rammarico – dichiara l’assessore Ballerani – le divisioni e lo stato di stallo all’interno della trattativa. La riattivazione di un importantissimo istituto sindacale, fermo da sette anni e previsto proprio per incentivare il personale meritorio, avrebbe meritato una diversa accoglienza e soprattutto una celerità di applicazione. Non entro nel dibattito in corso tra le varie sigle sindacali sui criteri di applicazione, è mio dovere però ricordare che per assegnare le progressioni orizzontali non possono entrare in campo valutazioni soggettive, magari imperniate sui rapporti di forza della rappresentanza, ma occorre far riferimento al contratto decentrato a suo tempo siglato da tutte le forze sindacali presenti al Comune di Terni».
Fattore meritocrazia «Le progressioni orizzontali – prosegue l’assessore – devono permettere di attuare la meritocrazia e quindi premiare sulla base di una valutazione meritevole, che coinvolga tutti gli aventi diritto senza discriminazioni, rispettando i diritti di tutti i lavoratori. Le progressioni orizzontali non possono essere trasformate da elemento di incentivo, finalizzato al miglioramento dei servizi, a campo di battaglia per ribadire posizioni di potere, consolidate e ingiustificate reddite o regolare i rapporti di forza all’interno della rappresentanza».
