di M. To.
Tra il 2006 e il 2013, dice l’Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) «la situazione dell’aria, a Terni, è rimasta pressoché inviariata». Il dato è stato reso noto nella seconda giornata di studio su ‘Acciaierie e ambiente: verso una più efficace applicazione dell’Aia’, organizzata nella sede ternana dell’agenzia.
Le poveri La presenza di polveri nell’aria della ‘conca’, però, «presenta valori più elevati rispetto al resto dell’Umbria e questo è determinato dalle caratteristiche del territorio, che determinano condizioni meteo particolari che impediscono la dispersione delle polveri nell’aria».
L’inquinamento Le cause dell’inquinamento dell’aria di Terni, ha ribadito l’Arpa, «sono sostanzialmente tre e incidono più o meno per la stessa percentuale rispetto al totale: il traffico, le emissioni delle acciaierie ed il risollevamento delle sostanze nocive dal suolo, sul quale si sono depositate nel corso degli anni».
Il protocollo Nel corso del convegno è stato anche ufficializzato l’avvio delle procedure per la messa a punto di un protocollo tra l’Arpa umbra e quelle di Veneto, Bolzano e Valle d’Aosta«per lo sviluppo di nuove metodologie di monitoraggio dell’aria». Già dal 2015, spiega l’agenzia, «si realizzerà un coordinamento con la la valle d’Aosta e poi contiamo di estenderlo alle altre».
Il modello La raccolta dei dati già in corso permetterà di dar vita ad un «modello matematico che, prendendo come riferimento i punti di massima ricaduta delle polveri emesse dalle acciaierie e tenendo conto delle correnti in quota, offra utili elementi per determinare igli interventi da mettere in atto».
