di Lorenzo Pulcioni

Un centinaio di persone, semplici cittadini e attivisti culturali, per dire no al ‘metaprogetto’ lanciato dalla giunta del sindaco Leonardo Latini per il rilancio del teatro Verdi. A portare avanti la manifestazione Paolo Leonelli, noto architetto ternano, che nelle ultime settimane, insieme a suo figlio Riccardo, ha più volte espresso la sua contrarietà alle ultime soluzioni individuate dal Comune.

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Parla Leonelli: intervista

Le soluzioni «Siamo contrari a soluzioni mediocri e sbrigative – ha spiegato Paolo Leonelli – che sono invece quelle che sta mettendo sul tavolo l’amministrazione comunale. Non è possibile farsi prendere dalle fretta adesso: è vero che la città ha bisogno di un suo teatro e servono soluzioni tempestive, ma non si può accettare tutto e subito. Noi diciamo che c’è la possibilità di pensare a soluzioni diverse, più idonee per una città come Terni che deve ritrovare, anche grazie al suo storico teatro, lo splendore culturale e artistico di una volta. Anche perché dobbiamo lasciare questa opera ai nostri figli, e non possiamo di certo sbagliare. La giunta ha già preso una decisione? Beh, può sempre cambiare idea, ce lo auguriamo».

La replica Sulla protesta interviene anche Enrico Melasecche, l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Terni, tramite una nota. «Possiamo finalmente guardare avanti, senza cadere nel tranello di inutili polemiche fra guelfi e ghibellini. In democrazia è giusto che ognuno esprima le proprie idee ma quando viene il momento di decidere chi è chiamato a tale compito non può esimersi dal farlo. Abbiamo invitato moltissime volte con il sindaco chi sosteneva a spada tratta la propria capacità di interlocuzione con la Soprintendenza e il ministero per i Beni Culturali di attivarsi direttamente per far valere quelle che si ritenevano le proprie ragioni. Ma dopo mesi e mesi nulla di nulla in tal senso è stato prodotto. Neanche minimamente è stata scalfita la posizione ufficiale dello Stato. Terni non può attendere altri dieci anni di nulla. Nè può accettarsi il ricatto o Poletti o nulla».

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