di Francesca Torricelli
«I am pleasantly surprised», ovvero «sono piacevolmente colpito». Queste le prime parole dell’Ambasciatore australiano Mike Rann, in visita venerdì mattina al sito archeologico di Carsulae. A fare gli ‘onori di casa’, oltre agli addetti ai lavori, il sindaco di San Gemini, Leonardo Grimani, il comandante della compagnia carabinieri di Terni, Dario Allegretti e il presidente della fondazione Carit, Mario Fornaci.
L’incontro con gli studenti La prima tappa del ‘viaggio’ all’interno del sito archeologico è stato il ‘Centro visita e documentazione’. Lì, l’ambasciatore ha potuto incontrare gli studenti della Macquarie university di Sidney che, sotto la guida della professoressa Jaye McKenzie-Clark del Dipartimento di storia antica, stanno studiando varie tipologie di frammenti ceramici emersi in questi giorni dagli scavi archeologici in corso.
La collaborazione La Macquarie university, che ha già partecipato attivamente alla sessione estiva degli scavi in oggetto – studiando anche parte del materiale emerso – ha deciso di proseguire la collaborazione anche per il turno autunnale in corso. «Gli studenti – spiega la professoressa Jaye McKenzie – hanno portato alla luce del vasellame di ceramica e delle monete» apportando, così, un fondamentale valore aggiunto ai lavori archeologici in corso fino al prossimo 12 ottobre.
GUARDA L’INTERVISTA ALL’AMBASCIATORE
La visita agli scavi Nel corso della mattinata, l’Ambasciatore Mike Rann, si è poi recato agli scavi presso il Quartiere nord-est dell’area archeologica di Carsulae. Gli studenti, in questi mesi, stanno rinvenendo in particolare i resti di numerose murature ubicate tra il lastricato e la via Flaminia. Non è possibile definirne con certezza la destinazione d’uso, anche se l’orientamento e la posizione potrebbero far pensare ad una serie di botteghe e negozi. L’ambasciatore non ha resistito alla tentazione e, tra lo stupore generale e con l’aiuto e le indicazioni degli studenti, ha impugnato gli attrezzi e si è messo a scavare.
Incrementare gli scavi Carsulae è uno dei siti archeologici più importanti ed è «conosciuto come la piccola Pompei dell’Umbria – spiega l’ambasciatore Rann – e sono molto affascinato e faccio i miei più vivi complimenti a tutti coloro che ogni giorno lavorano intorno a tutto questo». Fino ad oggi è stato scavato soltanto il 15% di un’area che misura 22 ettari e sarà, quindi, «importante incrementare la campagna di scavi».
La collaborazione con le istituzioni Mike Rann si dice «molto contento della forte collaborazione che si è instaurata tra la Macquarie university e gli archeologi italiani. Spero che questa collaborazione possa in futuro avere un’importanza affinché il sito di Carsulae possa essere scavato nelle parti in cui fino ad ora non è stato possibile». Al più presto l’ambasciatore parlerà con il preside della Macquarie per poter portare avanti questa collaborazione. «Vorrei riuscire a farlo venire a Carsulae – conclude Rann – per vedere il sito e per creare dei reali rapporti con le amministrazioni comunali».
