Feliciano Polli sotto attacco

La presa di posizione è forte. Parecchio: «Alla Provincia di Terni tolgono soldi per i servizi ai cittadini, ma trovano invece ingenti risorse non solo per gli elevati stipendi dei dirigenti, ma addirittura per prorogare da giugno a dicembre l’incarico di capo gabinetto».

I soldi L’attacco è della Uil, secondo la quale «la proroga di sei mesi costerà ai cittadini circa 55mila euro a cui si aggiungono le spese per la proroga per lo stesso periodo di due dirigenti a tempo determinato, con un costo di 70mila euro circa e quella di un’ alta professionalità per circa 20mila euro. Complessivamente 145mila euro, per sei mesi, di soldi dei cittadini spesi, a nostro avviso, molto male».

Il capo gabinetto Secondo il sindacato si tratta «di un incarico che se fino ad ora è apparso di scarsa utilità, ora sembra addirittura un’odiosa provocazione in considerazione del declassamento per opera della legge del ruolo del presidente della Provincia, a cui rimane solo gestire l’ordinaria amministrazione. Non si capisce quale ruolo possa svolgere allora un capo gabinetto a palazzo Bazzani se non gestire solo i due autisti di rappresentanza della Provincia (ma a cosa servono poi due autisti?) che non disponendo più della Bmw (polemica all’epoca sostenuta solo dalla UIL) utilizzano ormai mezzi che vengono sottratti ai servizi».

Gli altri Così, insiste la Uil, «mentre la Provincia lamenta l’indisponibilità di fondi e quindi una contrazione di attività, non si capisce perché debba ricorrere ad incaricare del ruolo dirigenziale due funzionari che dirigenti non sono, quando i relativi servizi possono essere ripartiti tra i restanti ‘veri’ dirigenti in servizio senza particolari ripercussioni».

Gli stipendi La Uil ricorda poi che «da anni contesta l’erogazione ai dirigenti dell’ente di uno stipendio il cui costo annuo raggiunge anche i 115mila euro, assolutamente sproporzionato sia rispetto alla situazione finanziaria ed organizzativa dell’ente, sia rispetto al salario medio dei dirigenti degli enti locali dell’Umbria ed ai rilevanti sacrifici economici richiesti al restante personale della Provincia. Ma soprattutto inaccettabile a fronte dell’indigenza di tante famiglie ternane».

Polli-Renzi Secondo il sindacato, insomma, «il Presidente Polli, in linea con il suo compagno di partito Matteo Renzi, mantiene spese evitabili e di poca utilità, preferendo invece intervenire pesantemente tagliando sui servizi ai cittadini e sui lavoratori a cui da anni viene negato persino il rinnovo del contratto di lavoro. Alla Provincia di Terni in particolare, prima l’amministrazione Cavicchioli e poi quella Polli hanno, anche grazie al costante appiattimento di alcuni sindacati, provocato un trattamento dei dipendenti sicuramente penalizzante rispetto a quello dei colleghi degli altri enti del territorio».

La minaccia Di recente, denuncia la Uil, ci sarebbe stata «un’ulteriore penalizzazione della funzionalità dei servizi, provocata dal mancato rinnovo, dal 1° aprile, delle posizioni organizzative, con modalità del tutto contrastanti con la normativa contrattuale tanto da indurci a verificare la concreta possibilità di intraprendere conseguenti azioni giudiziarie».

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