Gino Venturi, segretario della Uil Terni

di M. R.

Per venerdì mattina il sindacato di via Pacinotti a Terni, la Uil, ha indetto uno sciopero degli assistenti sociali i quali si asterranno dal proprio lavoro per due ore. «La battaglia degli operatori – ha spiegato il segretario Gino Venturi – non è per difendere il proprio salario ma volta ad accendere i riflettori sul sistema socio-assistenziale del Comune di Terni che, diversamente da quanto dichiara l’assessore competente Francesca Malafoglia, è tutt’altro che in salute». La vicesindaco replica punto per punto e contrattacca: «Solo attacchi personali».

Uil Terni «Ci rivolgiamo ai giornali – ha detto in conferenza stampa Venturi – perché amministrazione e dirigenti di Palazzo Spada non sembrano intenzionati a riceverci nonostante le istanze formali più volte inviate a chi di dovere. Evidentemente – dichiara con sarcasmo – in piazza Ridolfi sono troppo occupati a parlare del gettone di presenza. Spese – ribadisce – assolutamente evitabili, la classe politica è chiamata a gestire i soldi di tutti, se i denari sono in diminuzione per effetto della crisi basterebbero meno risorse umane (il segretario Uil torna ad insistere sul taglio degli assessori con accorpamento di deleghe), i tagli del governo nazionale non possono giustificare sempre tutto, ci sono scelte della politica locale ben precise».

J’accuse «Il Comune di Terni – tuona Venturi – ha completamente smantellato il sistema di protezione sociale, non esiste una programmazione dedicata e questo è già di per sé grave. L’ente non è in grado di gestire le emergenze in un contesto di disagio crescente. È realtà la gente che rovista nei cassonetti sul far della notte. Gli assistenti sociali si trovano a dover dire alle famiglie ‘Rivolgetevi alla parrocchia’. La beneficenza della Chiesa sarà pure importante ma non è sufficiente. Quello che esce dal Palazzo è pura demagogia. La Malafoglia dice di aver potenziato i servizi sociali ma dal 1 maggio 2010 sono stati sospesi centinaia di migliaia di euro di contributi per le famiglie in difficoltà, risorse un tempo destinate ai nuclei a basso reddito, erogazioni mensili, altre straordinarie per particolari situazioni, spese sanitarie, soppresso il fondo integrativo per la retta di anziani autosufficienti, quello per le attività estive e quello per l’assistenza domiciliare psicologica rivolte ai bambini, ridotto del 40% contributo ai disabili».

Comune di Terni «La verità fa male, chi la dice non è gradito – dice col dente avvelenato Venturi – non può essere un caso che il settore dei servizi sociali sia quello che ha ricevuto il maggior numero di provvedimenti disciplinari degli ultimi anni. Capitolo a parte quello dell’affido – prosegue -; in alcuni casi il tribunale impone il collocamento di minori presso famiglie o strutture dedicate. Solo dal punto di vista economico la Casa famiglia costa molto più di un affidamento diretto, per il quale il Comune paga solo 300 euro al mese; una delle quote più basse in Italia – commenta Venturi –, come se non bastasse le strategie comunali disincentivano l’affido. A tutti gli affidatari – racconta – l’ente ha inviato richiesta di presentare l’Isee con l’intento di moderare le quote mensili».

Rette mensili per bambini affidati alle famiglie «Come se chi fa compie un atto di solidarietà verso un bambino sia miliardario, io ho tre bambini in affidamento dal Comune di Terni – racconta Valentina Paoli, originaria della Toscana –, le rette sono sempre pagate in ritardo, sono molto più basse che altrove e poi la richiesta dell’Isee è un metodo che effettivamente scoraggia e disincentiva l’affido. Da Terni 300 euro e senza distinzione tra bambini normodotati e disabili, dai Comuni della Toscana la retta è di 500 euro».

Francesca Malafoglia Piccole rivendicazioni della Uil che tra le assistenti sociali ha una rappresentanza che non arriva alle dita di una mano, il sistema di welfare comunale a Terni è ben presente, ha saputo rinnovarsi per meglio rispondere alle esigenze dei cittadini, cercando di superare il mero assistenzialismo. Dati inesistenti o fuorvianti – commenta le  parole di Venturi – considerazioni paradossali attacchi personali e scomposti di chi si fa paladino della conservazione. Palazzo Spada ha aderito alle nuove linee del Piano sociale regionale, non vi è alcuna norma  – chiarisce Malafoglia – che obbliga i Comuni all’erogazione di risorse. Tuttavia siamo in attesa dell’emanazione della misura nazionale finanziaria che attinge al Fondo europeo Obiettivo 9 e che consentirà per la prima volta un intervento economico diretto. Relativamente al contributo straordinario – prosegue la vicesindaco – questo è stato erogato  dall’Associazione S. Martino, secondo un’attività discrezionale e sulla base di una convenzione con il Comune, in situazioni di elevata emergenza e i rimborsi sanitari sono stati invece sospesi in quanto reintegrabili dallo Stato con la compilazione del modello 730».

Affido «Sulle rette degli anziani autosufficienti nelle case di riposo, il Regolamento regionale stabilisce il principio secondo cui è accertata l’assenza di oneri da parte dei Comuni. Il contributo per il trasporto degli studenti è attivo, le attività estive per minori regolarmente svolte. L’assistenza domiciliare non solo è in atto ma è anche frutto di un’attenta rimodulazione del servizio. Sull’affido familiare l’amministrazione sta lavorando nell’ottica di uno strumento giuridico atto a creare legami e non a erogazioni soldi. La temporanea riduzione dei servizi domiciliari è dovuta, solo ed esclusivamente all’esercizio provvisorio del bilancio. È di queste ore – conclude la Malafoglia – la notizia positiva dell’approvazione da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali di una proposta regionale che vede Terni tra i tre Comuni che beneficeranno di un finanziamento per la continuità dei progetti per garantire l’indipendenza delle persone con disabilità. Proprio oggi per altro riparte  il servizio Gruppo di parola per i figli di genitori separati e il progetto Supporto alle responsabilità genitoriali».

Twitter @martarosati28

 

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