di M.T.
L’amministrazione provinciale non ci sta a passare per affamatrice delle società sportive che utilizzano le strutture di sua proprietà. E replica duramente all’attacco che queste le hanno portato in relazione agli aumenti delle tariffe.
La replica «Il percorso di confronto con le società sportive è iniziato a luglio dello scorso anno – si legge in una nota dell’ente – e ci sono stati numerosi incontri con i rappresentanti delle società, oltre che con la Consulta provinciale dello sport, con la quale sono state definite le tariffe, attraverso un tavolo tecnico che ha verificato una ad una le situazioni degli impianti sportivi, evitando gli aumenti dove le situazioni non lo permettevano».
L’iter Le società, dice la Provincia, «sono state quindi messe nelle migliori condizioni per poter eventualmente fare osservazioni preventive all’entrata in vigore delle nuove tariffe, le quali, nonostante i ritocchi, risultano essere tra le più basse del centro Italia. Gli aumenti chiesti alle società, peraltro – precisa la Provincia – sono relativi esclusivamente all’uso degli impianti a fini sportivi e la decisione è legata al rispetto di norme di legge, che impongono la copertura minima di servizi a domanda individuale».
I soldi Solo per le utenze, dice la Provincia, «spendiamo oltre 400 mila euro l’anno e per gli impianti è stato acceso un mutuo di circa 800 mila euro per finanziare investimenti finalizzati al miglioramento e alla messa a norma di palestre e palazzetti». Per l’amministrazione provinciale, insomma, il ‘contributo straordinario’ per le utenze degli impianti sportivi della stagione in corso – «da 3 a 7 euro l’ora, a seconda delle dimensioni, per un totale che va da un minimo di 5-600 euro ad un massimo di 4-5 mila», secondo i dati delle soci età sportive – è giusto e legittimo.
