di Fabio Toni
Finalmente i ‘rinforzi’. La dottoressa Camilla Coraggio ha già preso servizio al primo piano del palazzo di giustizia. Altri due magistrati di provata esperienza, Tullio Cicoria e Raffaele Iannella, arriveranno a breve. Salgono così a sette i ‘sostituti’ a disposizione della procura di Terni. Un organico coordinato dal procuratore-capo Cesare Martellino, tornato a guidare gli uffici ternani poco meno di un anno fa dopo l’esperienza durata cinque anni, dal 1997 al 2002.
Problema-spazi L’arrivo delle tre ‘toghe’ rappresenta la tanto attesa boccata d’ossigeno. Ora, però, rischia di esplodere un altro problema. Perché gli spazi dove mettere i magistrati non ci sono. «Stiamo cercando di studiare qualche soluzione – spiega Cesare Martellino -. In procura mancano le stanze dove accogliere i nuovi magistrati e il personale a supporto. Insieme al presidente del tribunale, abbiamo chiesto un incontro al sindaco per individuare i locali necessari, anche all’esterno del palazzo di giustizia». Ciascun ‘sostituto’ deve poter contare su una segreteria e alcuni ufficiali di polizia giudiziaria a supporto (ne arriveranno cinque: un finanziere, due carabiniere e due agenti di polizia, ndR). In pratica servono due stanze per ogni nuovo magistrato. «Qui purtroppo siamo al completo – osserva il numero uno della procura -. Siamo riusciti a recuperare un paio di spazi sgomberando parte dell’archivio, poi qualcos’altro faremo. Ma non basta, Il nuovo palazzo che devono costruire in corso del Popolo? Io guardo ai problemi contingenti e, di sicuro, non possiamo aspettare».
Il personale Un altro dei nodi ‘storici’ è quello del personale amministrativo. A dir poco esiguo quello a disposizione, costretto a fare i salti mortali. «Ad oggi – spiega Cesare Martellino – siamo scoperti al 40/45%. Fino a poco fa avevamo a disposizione la metà dell’organico previsto per la procura di Terni. È normale che tutto ciò produca stress in chi si trova costretto a un superlavoro. Finora tutti hanno mostrato capacità e un forte senso di responsabilità».
Accorpamento Se dall’unione con Orvieto, la procura di Terni ha tratto qualche beneficio numerico, di contro la riforma nel suo complesso non convince Cesare Martellino che bolla come «assurda» la chiusura dei tribunali. «Penso all’effetto che tutto ciò ha prodotto sulla vita di tante persone – osserva -. Su chi adesso è costretto a prendere il treno o l’auto e a farsi 150 chilometri ogni giorno, per andare e tornare dal lavoro. Ogni riforma – spiega – deve tenere conto anche degli aspetti umani. Senza dimenticare poi che il presidio sul territorio è qualcosa di essenziale. Sono stato pretore anch’io e ricordo quanto la figura fosse importante per la comunità. Spesso tante controversie venivano risolte bonariamente, invece di finire davanti al giudice».
L’ispezione Di recente la procura ternana è stata visitata dagli ispettori del ministero della giustizia. Un controllo approfondito, durato più di una settimana, al termine del quale non sarebbero state riscontrate particolari criticità. «Il controllo ha avuto esito positivo – afferma il procuratore-capo -. Sono stati interessati due uffici, in particolare quello dedicato alla gestione delle spese. In passato, prima che prendessi l’incarico, erano emerse difficoltà nello smaltimento di alcuni costi arretrati, come quelli sostenuti per le intercettazioni o le consulenze. Gli ispettori del ministero sono andati via piuttosto soddisfatti e hanno riconosciuto il fatto che in poco tempo siamo riusciti a sistemare tutto o quasi».
Cesare Martellino 71 anni da compiere, originario di Frascati, è tornato a lavorare nella Conca a distanza di undici anni. Un periodo nel quale ha ricoperto incarichi di prestigio, come quello all’interno di Eurojust, la superprocura europea con sede a L’Aja, dove era stato chiamato a sostituire Giancarlo Caselli. In magistratura dal 1969, il procuratore capo di Terni nella sua carriera si è spesso occupato di temi e vicende scottanti come terrorismo, criminalità organizzata e frodi economiche. Nel tempo si è anche ritagliato un ruolo di primo piano nel mondo sportivo, come presidente della Caf nel governo del calcio e come responsabile della sicurezza dei mondiali italiani del 1990 e della nazionale maggiore.
La città «Sì, sono stato anche giudice sportivo fino a quando il Csm non ha deciso di mettere fine ai doppi incarichi. Il mio ritorno a Terni? Sicuramente – spiega – ho trovato la città molto cambiata. Se devo dirle, me la ricordavo più fiorente. L’ho trovata piuttosto depressa sotto il profilo economico. Tante attività hanno chiuso e il tessuto sociale ne ha risentito. Sono gli effetti della crisi che anche qui, mi pare evidente, ha lasciato il segno».
Chi sono Tre, come detto, i nuovi magistrati destinati alla procura di Terni. La prima, Camilla Coraggio – 32 anni, originaria di Roma – è già operativa a tutti gli effetti. È alla sua prima esperienza come sostituto procuratore. Il collega Raffaele Iannella, nato a Napoli 56 anni fa, è atteso in città entro la metà di marzo. L’ultimo incarico è stato quello di sostituto procuratore a Fermo. Il terzo magistrato è Tullio Cicoria, 51 anni, umbro di Foligno, che arriverà entro la primavera. Di lui si ricordano gli incarichi più recenti, nelle procure di Perugia e Fermo. Al momento, dopo Cesare Martellino, il magistrato con maggiore esperienza di servizio è l’ex procuratore capo di Orvieto, Francesco Novarese.
