È una storia a lieto fine quella che vede protagonista la cagnolina ritrovata nei giorni scorsi in una piazzola di sosta in città. Giuly infatti è stata messa in salvo da una volontaria e trasportata subito da un veterinario per le cure del caso. Il periodo estivo è quello peggiore per gli animali domestici che spesso vengono abbandonati dai padroni prima di andare in vacanza.
Il racconto «Un mese fa – racconta Stefania, una volontaria ternana che da anni si batte contro l’abbandono dei cani – passando in macchina per il solito percorso che faccio tutti i giorni per andare a lavoro, vedo riverso a terra un cucciolo, tramortito ed immobile. Tanto che credevo fosse morto. Mi avvicino e sento un leggero lamento, segnale che era ancora vivo. A quel punto l’ho raccolto e l’ho portato di corsa dal veterinario».
Le cure «Dalle analisi è emerso che è una femminuccia, purtroppo malata. E’ stata subito operata. Si chiama Giuly ed è stata curata dalla clinica veterinaria Tyrus. Ora sta bene, anche se nei prossimi giorni dovrà essere sottoposta ad un nuovo intervento”. L’arrivo dell’estate, come è noto, porta con sé l’aumento dei casi di abbandono di animali domestici, che spesso vengono lasciati sotto il sole da chi parte per le vacanze e magari non ha modo di portare il proprio amico a quattro zampe in pensioni o a casa di amici e parenti.
Sos abbandoni «Non possiamo restare indifferenti – prosegue Stefania – alle sofferenze a cui vanno incontro gli animali dal momento in cui vengono abbandonati. Sono condannati ad atrocità fisiche e psicologiche. I cani percepiscono ogni cosa. Hanno un istinto che equivale alla nostra saggezza. Grazie al buon cuore di alcune animaliste che conosco, che si adoperano da anni a favore di poveri animali, non sono stata lasciata sola in questa occasione. Spero vivamente che la gente, invece di abbandonare queste povere anime in strada le consegni invece in una delle tante pensioni che possono trovare su internet o più semplicemente chiamando il numero verde gratuito 800.137.079 attivo 24 ore su 24, o scrivendo su Facebook direttamente all’Enpa».
