di M. R.

«Purtroppo, un nostro piccolo errore burocratico, quello di non aver aperto una Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), una questione risolvibile in un paio di giorni secondo esperti, che non ci permetterà di riaprire la Fucktory prima di 60 giorni, ci han detto chiaramente che la commissione che vigila questa situazione non si riunirà prima dello scadere del tempo legalmente a loro disposizione». Questa la giustificazione alla sospensione dell’attività fornita dai Busthard studios che ora chiedono soluzione tramite incontro con le autorità competenti. Da Palazzo Spada ‘suona la campana’ della controparte.

Francesco Andreani L’assessore all’urbanistica del Comune di Terni frena subito le polemiche: «Non c’è alcun bisogno di alzare il polverone, peraltro quella del Factory la trovo una buona iniziativa ma le pratiche edilizie vanno fatte in un certo modo e non esiste alcuna disparità di trattamento tra i Busthard e altri circoli o associazioni; queste sono strumentalizzazioni – dice con toni pacati a Umbria 24 – l’iter da seguire per l’apertura di un’attività che prevede somministrazione di bevande è uguale per tutti. Gli uffici del Comune sono sempre a disposizione ma evidentemente i ragazzi hanno agito in autonomia e di fatto il titolo non è mai stato regolarizzato. Sarà sufficiente un’integrazione di ‘carte’». Quindi la questione è prettamente burocratica: «Si tratta di aspetti marginali – ammette Andreani – ma necessari, il Comune non fa chiudere il locale ma chiede la regolarizzazione»

Fucktory su Facebook Sui social è stato a subito tam tam, ma la notizia di chiusura della Fucktory circolata con discreta rabbia al seguito, talvolta condita da svariate imprecazioni, non trovava giustificazione, o meglio lo staff del locale di via Pola comunicando la sospensione dell’attività, non aveva reso note le motivazioni. Mercoledì mattina, spiegando le ragioni dei battenti chiusi ai propri soci, i giovani della Fucktory hanno dichiarato: «In parole povere, il non aver detto che si tirava su una parete di cartongesso fonoassorbente per non disturbare il vicinato ci preclude la somministrazione di bevande all’interno del circolo e nessuno è intenzionato a velocizzare la burocrazia». Stando alle parole dell’assessore competente, la questione di impatto acustico risulta infatti risolta, ma un vizio nella procedura edilizia c’è.

Sospese le attività della Fucktory Questa la prima comunicazione comparsa sulla pagina Facebook del locale: ‘E alla fine ce l’hanno fatta. Dopo tanto accanirsi contro la musica dal vivo e tutte le forme d’arte, hanno trovato il cavillo che non ci permetterà di continuare a svolgere tutte le attività programmate nei prossimi mesi.  Per tanto, dichiariamo sospese tutte le attività della Fucktory fino a data da destinarsi. Ringraziamo le oltre 2000 persone che hanno vissuto la Fucktory insieme a noi, insegnandoci che la città ha bisogno di questo; e noi, nonostante tutto, continueremo a darglielo’.

Busthard studios Tra i commenti, uno dei gestori: «Me la rido perché la legge non è uguale per tutti […] ogni volta ci tagliate le gambe ma ce ne rinascono sempre di più forti, me la rido perché siamo consapevolmente migliori di voi». Difficile al momento capire a chi siano rivolte tali frasi. Nel locale si tenevano costantemente serate musicali, sono stati proiettati film, documentari. Era nato come un luogo di promozione culturale. Che i rapporti col vicinato non fossero semplici lo dimostrava un cartello affisso alla porta d’ingresso che, con toni coloriti, raccomandava di non sostare all’esterno per fumare e di sfruttare la sala dedicata interna.

Le cause Secondo lo staff, ‘un cavillo burocratico’, l’accusa: «C’è qualcuno che tenta da sempre di metterci i bastoni tra le ruote in quanto non affiliati Arci o similari e ci sono delle persone disturbate nel vicinato a cui non va bene che la gente si diverta in modo sano. Abbiamo voglia di far tanto chiasso – proseguono – ma non lo faremo, stavolta no, oggi vogliamo una soluzione. Vogliamo un posto dove le persone, non interessate a quello che non ci date, possano divertirsi liberamente, vogliamo chiarezza e velocità burocratica, vogliamo fare cultura come pare a noi e non come ce la propinate voi, chiediamo ufficialmente un incontro con le autorità competenti per avere risposte, perché non è più possibile veder dare locali ed aiuti solo ad associazioni con 20 iscritti e non ad una con 1300 tesserati dal 1°Gennaio 2016».

Twitter @martarosati28

2 replies on “Fucktory di Terni chiusa dal Comune per 60 giorni, lo staff: «Vogliamo subito un incontro»”

  1. Terni capitale dello stato islamico!!! Una città dove si lavora, si dorme e si muore di cancro. Niente di più.

  2. Non credo sia necessario avere centinaia di iscritti per alzare la voce:comunque se come dice l’assessore il problema e’ veniale,tipo cavilllo etc..,rimandare di 60 giorni la concessione perche la commissione si riunisce poco,e’ una incredibile conferma della altrettanto incredidibile situazione italiana dove la burocrazia e’ ostile al cittadino.
    Altro che EUROPA!
    Altro che vicini ai cittadini!
    Profondo stato Nord Africano.

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