Francesca Malafoglia

Le dimensioni della donna nei diversi contesti sociali, in particolare nel mondo dello sport. Questo il tema affrontato al convegno “Al femminile”, organizzato nella sala dell’Orologio del Caos dalla direttrice artistica del settore danza della Polisportiva Ternana, Lucrezia Cardinali. Dibattito che ha coinvolto diversi personaggi, al femminile e al maschile, del mondo sportivo, sociale e istituzionale ternano.

Il ruolo dello Csen Tra questi il vicesindaco Francesca Malafoglia, Maurizio Sciarrini, presidente della Polisportiva Ternana, Valentina Rapaccini, laureanda in Medicina e Chirurgia, vincitrice del premio “Migliore studentessa dell’Università Campus Bio-Medico di Roma”, Fabrizio Paffarini, presidente regionale Csen (Centro Sportivo Educativo Nazionale), Mirima Baldassari, responsabile settore danza Csen Lazio, Cristina Tonna, responsabile tecnico Fir femminile (Federazione Italiana Rugby), Francesca Madonna, giocatrice di serie A calcio a 5 femminile e allenatrice, la dottoressa Erica Calvo, direttore tecnico Polisportiva Ternana.

Il ruolo dello sport «È importante – ha spiegato il vicesindaco Malafoglia – poter contare su appuntamenti come questi, che rappresentano uno spaccato molto interessante dei diversi ruoli della donna nella società. In questo è fondamentale il ruolo delle associazione e dei gruppi sportivi, come lo Csen, che da sempre lavorano nella dimensione delle pari opportunità, dell’educazione e del rispetto tra la differenze culturali e di genere. In una società moderna infatti è basilare poter contare su percorsi di formazione seri e costanti, perché sempre di più i gruppi sportivi rappresentano una fotografia di quella che poi è la società. Un aspetto questo importante anche per le istituzioni».

Differenze culturali «Questa iniziativa – spiega la Cardinali – nasce con l’obbiettivo di mettere in luce i diversi campi e le diverse modalità di realizzazione di una donna, senza mai perdere la sua autentica identità. La donna che si evolve nella letteratura e nell’arte, che deve farsi portatrice sana di una ‘verità assoluta’ affinché i suoi figli siano capaci di affrontare la propria esistenza, coscienti di essere individui scissi da chi ha dato loro la vita. La donna in contesti fortemente femminili, pieni di competizione e bisogno di dover emergere, come per esempio la danza. Ma anche la donna e tutte le difficoltà nell’inserirsi in discipline culturalmente maschili, per esempio il calcio o il rugby. Ed infine il grande emblema di questa società: uomini e donne, spinti verso una determinata disciplina per un fattore prettamente fisico o solo un problema di cultura?».

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