di M. To.
Rassegnati. E pure con poca voglia di parlare – «niente interviste», dice uno di loro per la prima volta – dopo l’ennesimo incontro con il prefetto Bellesini. I lavoratori dell’Isrim, sembra di capire, pensano già a cosa succederà dopo che verrà chiesto il fallimento dell’istituto.
La riunione Il prefetto ha comunque assicurato che solleciterà nuovamente l’assessore regionale Vincenzo Riommi, in vista del vertice, programmato per venerdì tra Sviluppumbria, Provincia, Comune di Terni ed i commissari. Lo stesso Riommi aveva parlato di «un disperato tentativo di trovare un soggetto economico privato interessato», ma i lavoratori non ci sperano più.
Il fallimento Appare ormai scontato, insomma, che venerdì 11 luglio verrà chiesto al tribunale di avviare la procedura fallimentare dell’istituto: «Da quel momento – dice una delle ricercatrici che lavorano all’Isrim – potrebbe succedere di tutto, perché non è ancora chiaro che cosa sarà – oltre che di noi – anche delle licenze di ricerca di cui l’istituto è titolare».
Itelaef Per certi aspetti, però, il fallimento di Isrim – di sicuro le procedure non saranno brevi – potrebbe essere un’occasione per riannodare il filo della trattativa con Italeaf, che aveva fatto una rapida marcia indietro dopo la notizia dell’indagine avviata dalla guardia di finanza e della volontà, da parte del Miur, di chiedere indietro il milione e 200mila euro già erogati ed oggetti delle stesse indagini. Italeaf, ovviamente, non voleva rischiare di essere coinvolta e magari ricevere l’invito a sborsare quella cifra».
Nuova trattativa Una volta avviata la procedura di fallimento e, di fatto, ‘congelata’ la situazione patrimoniale e debitoria, oltre a tutte le questioni di carattere legale, ivi comprese quelle collegate a quell’indagine, la trattativa potrebbe ripartire su basi diverse. Ovvio che appare difficile ipotizzare il salvataggio di tutti e 32 i posti di lavoro. Ma di questo, se mai, si parlerà dopo.
