Impianto fotovoltaico

Basta fotovoltaico selvaggio. Oltre alle zone escluse dalla Regione, il consiglio comunale di Terni ha deliberato all’unanimità di individuare ulteriori aree non idonee all’installazione di impianti fotovoltaici con moduli al suolo e con potenza superiore a 20Kw. Le indicazioni saranno ora proposte alla Regione come previsto dal nuovo regolamento. Per l’individuazione delle aree non idonee – come ha spiegato l’assessore all’urbanistica Marco Malatesta che ha illustrato l’atto – si è tenuto conto, così come previsto, delle linee guida del decreto ministeriale del 10 settembre 2010.

Le zone off limits In questa maniera, oltre alle aree non idonee già incluse nel regolamento regionale (ad esempio le zone boschive, gli edifici sotto vincolo monumentale, le aree sotto vincolo paesaggistico, ambientale ed archeologico, le zone di particolare interesse agricolo, le fasce di 200 metri dai centri urbani, quelle con singolarità geologiche, le zone Sic e le zone Zps), il Comune di Terni, tramite il lavoro della prima commissione consiliare, propone di individuare come non idonee anche le zone R di riqualificazione paesaggistica e ambientale e in particolare: la zona collinare a nord di Gabelletta (la commissione ha chiesto con un emendamento accolto che venisse indicata come inclusa la zona di Collestacio); la zona di Colleluna, la zona di Collescipoli immediatamente intorno al centro storico e la fascia di territorio agricolo a ridosso della nuova viabilità prevista alternativa alla via Flaminia; le zone agricole di Piediluco fino a Marmore; la zona interessata dal passaggio dell’eletrodotto a 380 Kw Villavalle-Montalto-Villanova; la zona di Maratta Alta Le Sore; le zone E di vegetazione ripariale e con filari arborei. Le restanti zone R, si legge ancora nella delibera (ovvero zona strada Santa Filomena, zona collinare di San Rocco, zona di Santa Maria Maddalena, zona compresa tra il Nera e la strada Valnerina, zona collinare di Pentima, zone di San Carlo e Pisciano, Toano, Mirando, confluenza tra Serra e Tescino, Trillo e Santi di Battiferro) sono assoggettate alle prescrizioni per le zone di particolare interesse agricolo con le relative eccezioni previste dal regolmaneto regionale.

Domande congelate Nell’atto approvato, inoltre, «è ribadito l’obbligo alla riambientazione degli impianti dismessi a fine utilizzo e l’esclusione di qualsiasi possibilità di trasformazione delle strutture di supporto ai pannelli in superfici coperte o volumetrie». Infine, sempre nella delibera, viene precisato che «fino al definitivo esame da parte della giunta regionale è sospesa ogni determinazione su eventuali domande anche in itinere  (come richiesto dalla commissione consiliare con un emendamento accolto dalla giunta) di installazione di impianti fotovoltaici con moduli al suolo e potenza superiore a 20 Kw nelle aree indicate».

Malatesta: non è una rinuncia «Su questa materia – ha commentato l’assessore Marco Malatesta – c’è stata molta attenzione da parte del consiglio e della commissione consiliare a dimostrazione dell’interesse su questo argomento, sul quale si devono confrontare due diversi interessi pubblici: quello relativo alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e quello legato alla tutela del paesaggio. Questo provvedimento non è affatto una rinuncia o un freno allo sviluppo delle tecnologie legate alle fonti energetiche rinnovabili, considerato anche che nel nostro territorio possiamo vantare aziende leader in questo settore. Abbiamo invece inteso fornire un quadro di chiarezza rispetto alle possibilità di insediamento di nuovi impianti. Un passaggio fondamentale e necessario in un corretto rapporto tra pubblica amministrazione e privati, nel pieno rispetto della tradizione urbanistica della città, cercando di indicare comunque come soluzione migliore l’installazione o in aree con basso impatto paesaggistico, o al di sopra di strutture esistenti».

Boccolini: programmazione Anche per il presidente della prima commissione Giuseppe Boccolini «si è trattato di un’operazione di programmazione e difesa del territorio, degli investimenti e dell’ambiente. Restiamo chiaramente a favore del fotovoltaico e delle rinnovabili, ma – appunto – in una logica di programmazione: la stessa logica che ci ha consentito di  predisporre ed approvare un regolamento edilizio all’avanguardia su questa materia che premia chi realizza edifici con il fotovoltaico.Attendiamo ora il parere della Regione alla quale chiediamo comunque la considerazione e il rispetto delle scelte del consiglio comunale».


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