di Marco Torricelli
Fumano. Di rabbia. E tornano a manifestare – sabato mattina hanno dato vita ad un presidio sotto la sede ternana dell’Arpa – i componenti del comitato che si oppone all’inceneritore.
Centraline Fabio Neri spiega che al comitato sono «preoccupati e indignati per il fatto che il nuovo piano regionale di monitoraggio preveda una sola centralina nella zona di borgo Rivo e che quella di Maratta non sia ancora in funzione, non permettendo di conoscere, quindi, i dati delle emissioni dell’inceneritore di Acea, che sta effettuando delle prove tecniche di funzionamento». Ma non solo: «Le nuove centraline stanno già segnalando un numero eccessivo di sforamenti, segno che le attuali fonti di emissioni inquinanti rappresentano già un elemento di allarme, a cui si sommeranno anche quelle dell’inceneritore che riverserà 5 mila tonnellate all’anno di polveri nell’aria della Conca».
Diossine Per le diossine, dice Neri, «sono previsti solo campionamenti periodici, così come non sono state predisposte tecnologie utile alla rilevazione delle polveri ultrafini, tipico prodotto dei filtri di ultima generazione» e insiste sulla «perplessità, che abbiamo già espresso, in merito ai risultati delle ricerche sull’accumulo delle diossine nelle aree a massima ricaduta». E chiede chiarezza: «Non siamo disposti ad accettare passivamente classifiche fantasiose, che disegnano per Terni una condizione quasi idilliaca».
Politica Hanno scritto «all’assessore regionale Rometti e al sindaco Di Girolamo – dice Neri – ma senza ricevere segni di riscontro», mentre sabato, mescolato ai manifestanti, c’era, unico rappresentante politico, il neo senatore Stefano Lucidi: «Sono sempre stato al loro fianco – spiega – e non potevo che essere qui, oggi». Significa che il Movimento 5 Stelle farà di questa una sua battaglia? «Ma guardi – dice Lucidi – che questa battaglia, come la chiama lei, dovrebbe interessare, prima ancora che la politica, la coscienza civile della città e dell’intero territorio. Noi faremo, senza dubbio, la nostra parte, ma spero proprio che non saremo i soli».
