La sede della Provincia

di F.T.

Tagli, incertezze per i dipendenti e ora anche il ‘valzer’: quello dei dirigenti della provincia di Terni, le cui competenze verranno riassegnate a partire dal 1° gennaio. Movimenti che a palazzo Bazzani, e non solo, stanno destando più di una perplessità. Ma andiamo per ordine.

Primo addio Il primo ‘cambiamento’ risale allo scorso ottobre, quando l’ingegner Francesco Longhi – dirigente per il settore viabilità, infrastrutture e lavori pubblici – è decaduto dal proprio ruolo in seguito all’elezione del nuovo presidente della provincia. Un fatto automatico, legato all’incarico fiduciario assegnato al funzionario dall’ex presidente Andrea Cavicchioli e quindi rinnovato dal suo successore, Feliciano Polli. A quel punto le competenze di Longhi sono passate a Paolo Grigioni, laureato in chimica e da tre anni dirigente del settore ambiente e difesa del suolo.

Nessuna selezione Per reperire una nuova figura dirigenziale tecnica per il settore strade e infrastrutture, ritenuta evidentemente necessaria, il neo presidente Leopoldo Di Girolamo ha optato in un primo momento per una selezione pubblica. Un percorso che ci ha messo poco per arenarsi di fronte alle perplessità dello stesso sindaco/presidente – giustificate con i paletti imposti dalla legge di stabilità – e alle pressioni dei sindacati.

Chi va e chi resta Nel frattempo anche il percorso del dirigente che aveva assunto ad interim strade e viabilità – Paolo Grigioni – è giunto al termine. Il suo contratto scade proprio il 31 dicembre e con la sua partenza, la provincia resterà con tre dirigenti: un ‘tecnico’ – l’architetto Donatella Venti – e due ‘amministrativi’ come l’avvocato Maurizio Agrò e la dottoressa Gioia Rinaldi, laureata in economia e commercio. Un numero esiguo rispetto ai 22 su cui può contare la provincia di Perugia, ma che potrebbe essere giudicato anche positivamente in un’ottica di tagli e risparmi. A patto che le competenze dei singoli siano in linea con i compiti affidati.

La scelta Non sarebbe invece questa la linea scelta dai vertici di palazzo Bazzani, visto che in seguito al ‘rimpasto’ delle deleghe, il settore strade-viabilità sembra destinato all’avvocato Agrò, l’ambiente all’architetto Venti e i sistemi informativi alla dottoressa Rinaldi.

I dubbi Fra quelli a cui il ‘riassetto’ non va proprio giù, ci sono diversi dipendenti del settore strade e viabilità che martedì mattina, in un incontro convocato a palazzo Bazzani, hanno esternato tutti i propri dubbi al presidente Di Girolamo. Dubbi legati non alla figura del nuovo dirigente, quanto al fatto che dopo 80 anni di vita dell’ente, un settore ritenuto decisivo per le infrastrutture di tutta la provincia – competente per la viabilità e la manutenzione delle strade, anche di proprietà regionale – non verrà seguito direttamente da un ingegnere.

Rischi Tutto ciò – è stato spiegato a Di Girolamo – rischia di creare problemi operativi, ma anche di responsabilità, in un comparto già messo in ginocchio dai tagli alle risorse. Difficoltà non solo legate alle competenze – con un avvocato, per quanto valido ed esperto, chiamato però a gestire e decidere su barriere di contenimento stradali, viadotti e ponti – ma anche rispetto alle effettive responsabilità di chi si trova a dover firmare atti e determine.

Proposta In questo senso il gruppo di dipendenti, di fronte all’impossibilità di poter contare su un ingegnere, durante l’incontro con il presidente Di Girolamo avrebbe avanzato l’ipotesi di affidare il settore strade-infrastrutture all’unico dirigente ‘tecnico’ rimasto in organico: l’architetto Venti.

La ‘frecciata’ Più in generale, il timore è che il riassetto delle competenze possa produrre una sostanziale ‘destrutturazione’ del comparto strade-viabilità della provincia. E c’è chi non lesina ‘frecciate’ ai tanti amministratori – sindaci e vice – che siedono in consiglio provinciale: «Sono i primi a lamentarsi quando le strade del territorio sono in cattive condizioni – attacca un tecnico – ma ora rischiano di pagare direttamente questa scelta per certi versi incomprensibile».

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