L’apertura di una sezione del nuovo padiglione del carcere di Terni manda su tutte le furie i sindacati della polizia penitenziaria, che proclamano lo stato di agitazione e chiedono la testa del direttore della struttura di vocabolo Sabbione. Dalle sigle arriva un duro attacco anche al comandante delle guardie carcerarie.
Casus belli Nella nota, i sindacati – Sappe, Fns Cisl, Cigl, Unl, Uil, Conflavoratori, LiSiapp e Ugl – si dicono «rammaricati ma non sorpresi dell’azione arbitraria, unilaterale e antisindacale del direttore della casa circondariale di Terni e del comandante del reparto di aprire una sezione del nuovo padiglione. Tutto ciò – affermano – è ancora più grave alla luce dell’accordo sottoscritto con il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, dottoressa Runsteni, che condiziona l’apertura all’invio di nuove risorse umane in Umbria da parte del dipartimento centrale».
Accordi disattesi I sindacati si rivolgono direttamente al provveditore regionale, «a cui spetta il compito di farsi carico di richiamare la direzione ternana al rispetto delle linee di indirizzo dettate dalla politica regionale e dall’amministrazione». L’accordo sindacati-provveditore non sarebbe però l’unico disatteso: «Sette giorni fa la dottoressa Pellegrini e il commissario Gallo (la direttrice e il comandante della polizia penitenziaria; ndr), dopo una lunga trattativa, hanno formalizzato con i sindacati due proposte alternative da sottoporre al provveditore regionale, in attesa dell’apertura della sezione. Nonostante l’impegno preso a verbale – attaccano i rappresentanti dei lavoratori – i due dirigenti non hanno nemmeno ritenuto opportuno inviare le proposte al provveditorato».
Incontro urgente Da qui la richiesta di sospendere le procedure di apertura del nuovo padiglione («non vorremmo che si facessero gli interessi del dipartimento centrale anziché del personale») a cui si aggiunge quella di un incontro urgente con il provveditore regionale. Il clima di tensione sta nelle parole con cui i sindacati affermano l’intenzione «di interrompere ogni relazione sindacale con la dottoressa Pellegrini e con il comandante Gallo che hanno dimostrato assoluta assenza di attenzione nei confronti dei rappresentanti dei lavoratori».
L’attacco Ma non è tutto. Lo ‘strappo’ dei sindacati si completa con la richiesta, rivolta alle segreterie generali, di intercedere presso il ministero e il Dap «per l’emissione di un interpello per la nomina di un nuovo direttore dell’istituto ternano». Al commissario Gallo, invece, i rappresentanti dei lavoratori rimproverano «di non aver preso le distanze da decisioni scellerate della direzione, nonostante tanti anni di militanza a Terni. Decisioni che vanno contro le aspettative di sicurezza del personale di polizia penitenziaria da lui rappresentato».
