Immigrati al lavoro in via Saffi

di Noemi Matteucci

Immigrati, volontari, integrati e lavoratori, per la cura e la rigenerazione del bene comune. Dal parco di via Aurelio Saffi, stamattina, è partita la serie di lavori socialmente utili che occuperanno, nelle prossime settimane, 50 stranieri richiedenti asilo nella sistemazione di aiuole, parchi e fioriere nell’area urbana di Terni.

Il patto Alla base della collaborazione fra cittadini immigrati e amministrazione comunale c’è un patto siglato il 27 luglio fra il Comune e l’associazione di volontariato San Martino e che, inserendosi nel quadro del protocollo d’intesa firmato in Prefettura qualche giorno fa, vuole curare e rigenerare i beni comuni attraverso il lavoro volontario di cittadini richiedenti protezione internazionale a Terni. Il progetto, che molti comuni d’Italia stanno sperimentando, è denominato ‘Utilità in corso’ e prevede la formazione con eventuale inserimento in tirocini formativi extracurricolari dei richiedenti asilo.

LAVORI IN VIA SAFFI: LE IMMAGINI
VOLONTARIATO E COMUNE: IL VIDEO

Volontari e aree La prima sperimentazione è partita dal parco di via Aurelio Saffi, che è stato risistemato dai volontari con la riverniciatura delle panchine e della ringhiera, con la parziale ripavimentazione dei sampietrini e con lavori di taglio erba e potatura. Le prossime aree sottoposte a rigenerazione saranno i giardini di piazza Dalmazia, il giardino dell’ex Foresteria e largo Furio Miselli, nella zona tra via Corona e piazza del Mercato. I lavori, svolti completamente a titolo volontario dai richiedenti asilo accolti a Terni, prevedono un impegno individuale di circa 20 ore a settimana e un bonus pocket money di 1,50 euro l’ora, erogabile solo se si è frequentato almeno il 75% delle ore previste.

I gruppi di lavoro Ogni gruppo di lavoro prevede 5 volontari, che sono seguiti nello svolgimento delle opere da un responsabile dell’attività, un tutor e un mediatore culturale. Non si tratta di ‘manodopera facile’: a poter partecipare sono soltanto coloro che, in fase di prima accoglienza, hanno ricevuto la formazione di base dall’Associazione San Martino consistente in un corso di lingua italiana e nell’insegnamento di utilizzo degli strumenti di lavoro.

«Immigrati utili e parte della città» Il patto è motivo di orgoglio per Leopoldo Di Girolamo e Francesca Malafoglia, sindaco e vicesindaco di Terni. «Coniughiamo diversi obiettivi – ha detto Di Girolamo -: con il progetto si ha un punto di collaborazione importante fra amministrazione e cittadini, si lavora per consentire l’integrazione dei profughi e per far veicolare il messaggio che non ‘usufruiscono’ semplicemente dei beni cittadini, ma che diventano parte di Terni». Di utilità ha parlato invece il vicesindaco Malafoglia, spiegando che «non si tratta di mera cura dei beni, ma di rigenerazione, in un processo in cui anche i soggetti stessi possono partecipare con la propria individualità mettendoci l’iniziativa personale. Il tutto – ha concluso – con lo scopo vero non della formazione, ma dell’integrazione».

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