In Regione ed in Provincia ‘li fanno entrare’, ma dal Comune di Terni restano fuori. Nel senso che, denuncia il sindacato autonomo Usb, i loro rappresentanti non sono ammessi ad alcuna trattativa.
La richiesta Nei mesi scorsi, spiega Graziella Cetorelli, «l’Usb ha chiesto formalmente al Comune di Terni di essere ammesso ai tavoli di trattativa, anche in virtù del fatto che al nostro sindacato fanno riferimento persone che in quell’ente lavorano, ma la nostra istanza è stata rigettata sulla base di un pronunciamento dell’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran)».
La lettera aperta I sindacalisti di base, allora, hanno deciso di rivolgersi a tutti i consiglieri comunali, con una lettera aperta nella quale ricordano che «sono apparse dichiarazioni secondo le quali il sindaco di Terni si appresta a riorganizzare la macchina amministrativa comunale ‘con la piena collaborazione delle rappresentanze dei lavoratori’: tali dichiarazioni da parte del sindaco – scrivono – ci appaiono stonate», proprio perché loro sono esclusi dal confronto.
La protesta Secondo Usb «la democrazia, la partecipazione e la trasparenza siano valori e modalità che, nella politica, non solo si debbano necessariamente praticare, ma soprattutto si debba poterne misurare l’applicazione in relazione ad atti concreti: pratica ed applicazione che l’Usb non vede da parte dell’amministrazione comunale di Terni, tutt’altro. Dobbiamo infatti evidenziare che il sindaco intende perseguire una scelta ‘ad escludere’, oltretutto in perfetta solitudine rispetto ad altre Istituzioni territoriali, quali la Regione dell’Umbria e la Provincia, che invece coinvolgono ai diversi tavoli ed incontri l’Usb e la riconoscono quale interlocutore sindacale».
La proposta La scelta fatta dall’amministrazione, dice l’Usb ternana, sarebbe caratterizzata da «strumentalità e miopia» perché risponderebbe «ad esigenze del tutto estranee agli interessi dei lavoratori e dei cittadini, in palese contraddizione anche con il mandato alla rappresentanza assunto dal sindaco con la sua elezione. I temi da noi indicati non riguardano infatti strettamente ed esclusivamente la contrattazione integrativa, tra l’altro ormai mortificata dagli interventi legislativi e ridotta al lumicino, ma un’idea di città, di progetto e di coesione sociale, temi, quindi, che riguardano i lavoratori ed i cittadini nel loro insieme e che hanno il diritto di essere rappresentati». E il sindacato chiede di «aprire un serio confronto e un dibattito, per affrontare un tema di estrema delicatezza ed urgenza per il nostro territorio: quello della democrazia, dell’inclusione sociale, della partecipazione e della trasparenza nell’azione politica ed amministrativa di livello istituzionale».
