di M.C.
«Mi facevano raccogliere patate. Tutti i giorni, per tre mesi. Poi abbiamo lavorato su un campo di aviazione». Sono lucidi i ricordi nella mente di Antonio Pecoraioli, 91 anni, che martedì mattina ha ricevuto dalle mani del prefetto Gianfelice Bellesini la medaglia d’onore come ex internato. Il tutto nell’ambito delle celebrazioni per la 70esima Giornata della Memoria, che ha omaggiato i ternani deportati nei campi nazisti. Il riconoscimento è andato anche ad Augusto Cristofori (Castiglione in Teverina, classe 1919), presente alla cerimonia, e ai famigliari di Francesco Grillo (nato a Napoli nel 1921).
LA GIORNATA DELLA MEMORIA A PERUGIA
La vita nel campo «Ero al campo di lavoro di Rostock», racconta Antonio, nato il primo marzo del 1924 e deportato dall’8 settembre 1943 all’8 maggio 1945. «Per tre mesi ci hanno fatto raccogliere patate. Facevamo quello tutti i giorni. Poi i poliziotti, tutti tedeschi, ci hanno cambiato zona e siamo finiti in un campo di aviazione. Mi ricordo che sul terreno c’erano tante buche create dalle bombe».
Il Prefetto «Abbiamo il dovere di conservare la memoria della Shoah,un’immane tragedia che ha segnato la storia del Novecento – ha detto il Prefetto – e di non dimenticare le sofferenze di quanti, cittadini italiani militari o civili, subirono la deportazione e l’internamento nei lager nazisti per essere destinati a svolgere lavoro coatto per l’economia tedesca di guerra. Le medaglie che consegniamo questa mattina hanno un importante valore simbolico, quale riconoscimento del sacrificio vissuto dai nostri concittadini, delle sofferenze e dei lutti subiti dalle loro famiglie, anche in funzione di monito per il futuro su quali effetti drammatici si possono determinare se viene a mancare il rispetto della vita umana o quando si arreca offesa alla dignità dell’uomo, con la soppressione delle libertà individuali, dei diritti sociali, politici e religiosi».
