di Francesca Torricelli
Forse non ci speravano nemmeno loro. Invece, per il secondo anno consecutivo, torna ‘Marmore rockin festival’. Dal 7 al 10 agosto, il parco Campacci di Marmore sarà invaso da tanta buona musica. In attesa della presentazione ufficiale del programma, Mattia Nannurelli e Valerio Conti, i principali organizzatori, ci raccontano come è nata l’idea e anche qualche retroscena.
L’idea Da quando a Marmore «non si è più svolta la festa de l’Unità – racconta Valerio Conti – nel paese non avevamo più nessun tipo di evento e quel poco che veniva a crearsi era fallimentare. Noi ragazzi sentivamo l’esigenza di un qualcosa che animasse le serate estive e per questo motivo, lo scorso anno, con un pizzico di pazzia – sorride – e col sostegno di qualche offerta da parte dei commercianti di Marmore e Piediluco, abbiamo deciso di buttarci».
La location All’inizio tutta l’organizzazione «è stata traumatica – spiega Mattia Nannurelli – non eravamo preparati a tutta quella burocrazia. Con il patrocinio della circoscrizione Est e del Comune di Terni, siamo riusciti ad articolare l’evento in tre serate. Tanta buona musica, grazie agli artisti locali che hanno accettato di partecipare, in una location a dir poco suggestiva: il sentiero cinque del parco Campacci, una terrazza sulla Valnerina».
L’attivo Come in ogni nuovo evento che si rispetti «l’anno scorso abbiamo avuto anche qualche piccolo problema. Se lo vogliamo chiamare piccolo». Dice Valerio: «All’interno del parco, nelle serate dei concerti, avevamo allestito degli stand gastronomici, cosa che ovviamente faremo anche quest’anno. Il fornitore della birra, però, ci ha consegnato cose che non funzionavano e, già dalla seconda sera, ci siamo ritrovati a servire birra calda e schiumosa. Capisci bene che la gente non ha gradito molto e nell’ultima serata abbiamo registrato un notevole calo di presenze. Nonostante questo, lo scorso festival siamo riusciti a chiudere in attivo».
Il livello sale E quindi «ci siamo detti: perché non riprovarci?». Interviene Mattia: «Grazie all’aiuto di Giorgio e Fabio Speranza, i gestori del vecchio Skylabstudios, abbiamo cercato di salire di livello. Ad aprire il festival, nella prima serata, potremo ascoltare la musica di Cisco (ex Modena city ramblers; ndr)». Quest’anno l’evento sarà articolato in quattro serate, «nelle quali oltre ad ascoltare i Rummer & Grapes, dei quali Valerio fa parte, si alterneranno artisti locali, del perugino e della sabina. Ci saranno sempre due birrerie e una braceria. Quest’anno, per non rischiare di ritrovarci in difficoltà come l’anno scorso per la birra, abbiamo affidato la gestione completa allo sponsor Peroni».
Una continuità La cosa che «ci rende fiduciosi anche per questa edizione è che in questo periodo in zona non ci sono eventi simili. Poi come dicevamo prima, la location è suggestiva e un’ottima soluzione per evadere dal caldo afoso della città. Non a caso Umbria jazz è nato negli anni ’70, proprio nel teatro naturale di Villalago di Piediluco. Certo non possiamo assolutamente pensare di fare un paragone, ci mancherebbe, ma se anche quest’anno riceveremo una buona risposta del pubblico, ci potrebbero essere le basi per un evento che abbia una continuità. Noi ce lo auguriamo».
