di Marco Torricelli
Sandro Fratini, 57 anni, nuovo direttore generale della ASL2 Terni-Foligno, dopo aver diretto la ASL 3, nel presentare i due direttori, sanitario e amministrativo, che collaboreranno con lui non si nasconde: «So che ci attende un lavoro duro, ma sono anche certo di poter contare su una squadra in grado di farlo al meglio».
Accorpamento Roberto Americioni, che guiderà il settore amministrativo «è già operativo da oggi, mentre Imolo Fiaschini, che coordinerà quello sanitario, lo sarà da lunedì prossimo; ma il confronto tra di noi è già iniziato e, credo di poter dire che, grazie anche ai primi segnali che abbiamo ricevuto da tutto il personale con cui collaboreremo, sono molto più tranquillo rispetto a qualche giorno fa». Quindi era preoccupato? «Beh, quando si deve lavorare per un accorpamento come quello tra due realtà – Terni e Foligno – decisamente diverse tra di loro, è innegabile che ci si trovi di fronte a problematiche di non semplice soluzione, ma devo ribadire, e sono contento di poterlo fare, che la reazione del personale è stata molto incoraggiante».
Resistenze Si aspettava, e non lo nasconde «delle resistenze e dello scetticismo da parte di qualche collaboratore. Invece ho potuto riscontrare, quasi, dell’entusiasmo per un’avventura che si prospetta faticosa per tutti – con continui spostamento tra Terni e Foligno e viceversa – ma, per certi aspetti decisamente interessante e foriera di arricchimento professionale per ciascuno di noi». Magari adesso la mette anche un po’ troppo facile. «No, le ripeto che sono assolutamente consapevole delle difficoltà che ci troveremo di fronte, ma il percorso che abbiamo intrapreso mi sembra davvero meno in salita di quanto potrebbe apparire dall’esterno».
Cento giorni Si chiede ad un politico e, quindi, è lecito chiederlo anche ad un tecnico. Cosa accadrà nei primi cento giorni del nuovo corso? «Tre mesi possono essere corti o lunghi – dice Fratini – e tutto dipende da come ci si organizza, ma noi dobbiamo e vogliamo fare le cose rapidamente, ma bene. Una delle priorità sarà, senza dubbio, quella di lavorare in stretta sinergia con l’azienda ospedaliera di Terni e sia Americioni che Fiaschini hanno bene chiari in testa i primi passaggi che dovremo compiere». Che saranno «finalizzati ad ottenere un’armonizzazione massima tra settori che, oggi, operano in autonomia e che dovranno invece dar vita ad un interscambio continuo di esperienze».
Criticità Le prime cose da affrontare sono, ovviamente, le criticità: «Partendo, però, da un presupposto importante – specifica Fratini – che esistono anche una serie di servizi già di altissimo livello e che non devono mai essere messi in secondo piano rispetto, certo, alle problematiche esistenti. Direi, però, che sarebbe sbagliato descrivere il lavoro che ci aspetta come se prevedesse solo lacrime e sangue. Ci saranno anche sorrisi, spero soprattutto da parte dei cittadini utenti, che sono il nostro riferimento principale».
Sede e tagli La questione della sede è al centro del dibattito: «Ma mi creda se le dico che, per me – dice Fratini – la questione è meno che secondaria. Io ho un lavoro da fare ed è quello di rendere efficiente la Asl 2, di mettere il personale in condizione di lavorare al meglio e di garantire ai pazienti un servizio ottimale. Se lo farò avendo la targhetta fuori da un ufficio a Terni o a Foligno, non lo considero importante». Accorpamento potrebbe essere sinonimo di tagli? «Mi auguro proprio di no – conclude Sandro Fratini – e mi sembra una semplificazione eccessiva, metterla in questo modo. Dobbiamo razionalizzare, non abbiamo il mandato a tagliare teste. Questo faremo e, anzi, abbiamo già iniziato a farlo».
