di Massimo Colonna
Mettere insieme culture diverse valorizzando i beni comuni e rigenerando la qualità urbana, unendo giovani ternani, immigrati e i rifugiati politici attualmente presenti sul territorio. Si tratta del progetto ‘Giovani a Colleluna’, presentato in conferenza stampa dall’assessore comunale al Welfare Francesca Malafoglia.
Verde e animazione Il programma vedrà coinvolte diverse associazioni del territorio, come Arci, Ceffas, Actl, Cultura e Lavoro, Pan Pot, centro giovanile Palazzone e la rete dei centri sociali. L’obiettivo è organizzare attività di animazione territoriale e rigenerazione degli spazi urbani.
I rifugiati politici In sostanza gruppi di giovani, ternani e non, gestiranno attività ricreative in alcuni parchi della città (si parte da Campitello) pensando anche alla cura del verde. Per il momento sono 2 i rifugiati che entreranno a far parte del gruppo. «Si tratta di un progetto – ha spiegato il vicesindaco Malafoglia – che riguarderà quelle zone verdi e quelle attività che non rientrano già nella cura dell’amministrazione. I giovani sono il cuore di questa iniziativa, perché uno degli obiettivi è quello di creare percorsi di autonomia per i ragazzi, in modo che possano mettersi in contatto con il territorio».
Integrazione come valore «Terni – ha spiegato Francesco Camuffo, presidente Arci Terni – ha la mentalità dell’accoglienza nel suo Dna. Per questo è importante lavorare sulla via dell’integrazione anche nel nostro territorio, dove l’80 per cento della popolazione ha radici che vengono da fuori». Camuffo ha anche presentato ‘Un giro di vite’, una pubblicazione del ministero dell’Interno e Arci che raccoglie le storie di alcuni richiedenti asilo transitati sul territorio ternano.
