di M.T.
Qualcuno aveva già chiamato il proprio avvocato. Qualcun altro si era fatto una risata. Ma il senso di fastidio era forte: il Comune, si era detto, il 1° agosto ha estratto a sorte dieci computer, e relative caselle di posta elettronica, da esaminare «nel rispetto della procedura prevista per l’utilizzo delle strutture elettroniche di palazzo Spada».
Le regole I computer e gli indirizzi di posta elettronica del comune, infatti, non possono essere utilizzati per fini personali. Tanto che l’accesso ai social network è interdetto e la raccomandazione – poi sottoposta a verifica – è anche quella di fare un utilizzo corretto della mail e del servizio di intranet comunale.
Il giallo Quando poi era venuto fuori che, tra i dieci sorteggiati, ci sarebbe stato pure un consigliere comunale, per di più di minoranza, la faccenda s’era fatta intricata e intrigante. Tanto da provocare una decisa – a tratti è apparsa pure piccata – reazione del segretario generale del Comune, Giuseppe Aronica.
La precisazione «Il Comune non effettuerà alcun controllo sull’uso del computer e di internet dei consiglieri e degli assessori comunali – dice Aronica – e tantomeno delle e-mail, le quali non possono essere controllate in nessun caso, anche se si trattasse di lavoratori dipendenti del Comune».
I vincoli Il sorteggio spiega Aronica, «deve riguardare esclusivamente le postazioni informatiche adibite ad attività lavorative e non concerne, invece, le postazioni utilizzate dagli organi istituzionali e un ampliamento del controllo esteso anche agli organi istituzionali sarebbe stato sicuramente illegittimo, poiché avrebbe comportato una grave lesione della libertà di pensiero e di espressione politica di soggetti democraticamente eletti dal popolo».
Il dubbio E dice di averlo «precisato già il giorno 5 agosto al dirigente dei servizi informatici». Però non dice se quel sorteggio contestato sia stato fatto, quattro giorni prima, sulla base dei criteri che lui enuncia, o no. Le email del consigliere di minoranza, comunque sono al sicuro.
