Consiglio comunale (foto archivio Rosati)

Poco prima delle ore 22 di giovedì il consiglio comunale ha approvato con 21 voti a favore e 7 contrari il bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2015, il bilancio di previsione triennale 2015/2017 e la relazione previsionale e programmatica.

Consiglio Una seduta consiliare estenuante, iniziata al mattino con l’illustrazione della manovra finanziaria dell’ente da parte dell’assessore Piacenti D’Ubaldi che non ha risparmiato parole forti verso chi, secondo lui, avrebbe in questi mesi sperato che il Comune dichiarasse dissesto: «Il nostro lavoro – ha detto – è un messaggio chiaro a gufi, sciacalli e detrattori. Avevamo margine per aumentare la pressione fiscale, ma non l’abbiamo fatto. Il livello di tassazione a Terni resta inferiore alla media nazionale».

Dibattito Dopo la presentazione degli atti sul bilancio 2015 da parte della Giunta è iniziata la tornata di interventi in aula (il presidente Mascio ha concesso un tempo massimo di 60 minuti per ciascun consigliere). I membri dell’opposizione hanno, in alcuni casi, utilizzato toni aspri facendo riferimento alla rinegoziazione dei mutui, alle previsioni di entrate da multe, al piano triennale delle opere pubbliche, a quei milioni che il Comune deve riscuotere da Telecom, mettendo tutto in discussione. «Questa giunta non è in grado di progettare un futuro per la città» ha detto Melasecche di I love Terni. Per Valentina Pococacio del M5s «Il piano triennale delle opere pubbliche è una favola: i lavori annunciati non si faranno mai, o peggio ancora i cantieri saranno aperti e le opere non saranno completate». Cecconi di Fratelli d’Italia trova spropositate le previsioni sugli introiti da sanzioni. Il pentastellato De Luca crede che «il bilancio presentato dalla giunta è virtuale».

Di Girolamo Ai punti contestati, ha risposto il primo cittadino Di Girolamo: «Abbiamo prodotto un bilancio sulla base della scelta politica di non aumentare la pressione fiscale nei confronti dei cittadini e delle imprese, puntando al risanamento delle partecipate, all’efficientamento e alla razionalizzazione dei servizi, al contenimento delle spese. Come ha confermato anche la Corte dei Conti, – ha ricordato il sindaco – alle amministrazioni locali sono stati chiesti sacrifici non rapportabili alle loro disponibilità finanziarie. Dal 2011 ad oggi il bilancio del Comune di Terni ha perso 26 milioni di euro. Per questo i costi sono stati tagliati anche su alcuni servizi ‘con responsabilità’, diminuendo anche le spese della politica, rispettando il patto di stabilità e azzerando le consulenze». Sulla sentenza del Consiglio di Stato sul caso Telecom/Tosap il sindaco ha rivendicato come titolo di merito l’orgoglio «di aver tutelato gli interessi dei cittadini ternani».

Emendamenti Prima dell’approvazione definitiva del bilancio di previsione (21 favorevoli e 7 contrari) il consiglio comunale ha esaminato e votato i ventiquattro emendamenti. Approvati quelli tecnici di giunta. Tra quelli presentati dalla maggioranza ne sono stati approvati 14, quelli proposti da Chiappini e sottoscritti da altri consiglieri sull’attivazione dello strumento dell’area di crisi complessa, sull’adeguamento dei canoni per lo sfruttamento delle risorse idrogeologiche, su Piediluco sede olimpica, sul pensionamento dei lavoratori, ancora sull’area di crisi complessa e su un nuovo centro di raccolta Asm.

Orsini Gli altri emendamenti di maggioranza approvati sono stati presentati dal consigliere Valdimiro Orsini e sottoscritti da altri consiglieri (riduzione del gettone di presenza dei consiglieri e dell’indennità del presidente del consiglio; gara per i servizi complementari delle scuole d’infanzia; gara per la gestione della Casa delle Musiche; modifica art. 25 regolamento occupazione aree pubbliche; nuova convenzione con l’Istituto Briccialdi; risparmi sul funzionamento dell’Istituto Briccialdi); è stato inoltre approvato l’emendamento presentato da Sandro Piccinini sul fondo di programmazione urbanistica. Per quel che riguarda l’opposizione tra gli emendamenti del Movimento Cinque Stelle è stato approvato quello sulla cancellazione uovo di Ridolfi in favore dell’edilizia scolastica.