La protesta davanti al Consiglio regionale (Foto F.Troccoli)

di F.T.

«Il disegno di legge approvato dalla giunta regionale è inaccettabile». Questo il duro commento del comitato civico che si batte per l’abolizione della tassa Tevere-Nera. Nel mirino c’è il disegno di legge 1687 contenente le nuove norme in materia di bonifica e irrigazione. Ora la palla passa al consiglio regionale.

L’attacco «Nel documento – afferma Leo Venturi, del comitato – si dice tutto e il contrario di tutto con l’obiettivo chiaro di mantenere le cose come stanno. Si cerca, anzi, di rafforzare enti inutili che la regione e i sindaci non intendono mettere ‘fuori gioco’. Da ben dieci anni la politica e le istituzioni chinano la testa e chiudono gli occhi di fronte a un’ingiustizia che colpisce tantissimi cittadini ternani».

I passaggi ‘incriminati’ Il disegno di legge afferma che «le funzioni regionali in materia di bonifica, irrigazione e difesa del suolo sono conferite alle unioni speciali dei comuni». Fin qui nulla di strano. A mandare su tutte le furie gli esponenti del comitato abolizionista, sono le precisazioni successive: «Per gli interventi, le unioni speciali dei comuni si avvalgono, di norma, dei consorzi di bonifica territorialmente competenti. Nei territori ove non siano costituiti i consorzi di bonifica, l’unione speciale dei comuni può avvalersi dell’agenzia forestale regionale». Il classico, gattopardesco, dicono «tutto cambi, perché nulla cambi».

Contribuzione «Le condizioni per l’emissione delle cartelle sono talmente dettagliate, da includere praticamente tutti gli immobili, ovunque siano ubicati». Il comitato spera nel dietrofront di palazzo Cesaroni: «Nelle prossime settimane il consiglio regionale sarà chiamato a discutere del disegno di legge. Se non cambierà nulla, faremo conoscere ai cittadini chi sono i responsabili del mantenimento di una tassa assurda e illegittima».

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