di Massimo Colonna

«Il centro di diagnosi per l’Adhd dell’ospedale Santa Maria di Terni rischia la chiusura visto che è finanziato solo per il 2016». Questo il grido d’allarme lanciato da Paolo De Luca, responsabile umbro dell’Aifa, l’associazione che si occupa a livello nazionale di assistere le famiglie con persone affette da Adhd, la Attention Deficit Hyperactivity Disorder. L’appello è stato lanciato proprio a Terni in occasione del terzo convegno della onlus andato in scena a palazzo Gazzoli.

I numeri Il deficit di attenzione è un disturbo che su Terni colpisce l’uno per cento della popolazione, come nel resto del panorama italiano, anche se il dato è alterato dal fatto che «la diagnosi in Italia è arrivata soltanto nell’ultimo decennio». Davanti ad una platea di circa duecento tra specialisti, dottori, ma anche famiglie e ragazzi, l’evento è servito in particolare a mettere in evidenza le principali criticità che il sistema sanitario regionale presenta su questo fronte.

Le criticità «Il punto di partenza – ha spiegato De Luca nel suo intervento – è che la terapia multimodale del disturbo, ossia quella basata su terapie psicologiche in ogni caso e qualora occorrano anche terapie farmacologiche, che per noi è la strategia più efficace, al momento può essere dispensata per legge soltanto dal centro diagnosi e terapia dell’Adhd all’ospedale Santa Maria di Terni». Un centro finanziato dalla Regione nel 2014 nel reparto di neuropsichiatria infantile con 25mila euro per due annualità. E dunque a rischio stop a fine 2016. Un centro difficilmente raggiungibile soprattutto per chi arriva dal Nord dell’Umbria.

Dalle istituzioni «Sono anche altri poi i passaggi su cui vorremmo più attenzione – ha spiegato De Luca – come per esempio la non uniformità dell’età di passaggio dalla neuropsichiatria infantile alla psichiatria adulti, l’inappropriatezza di alcune terapie psicologiche adeguate ai disturbi emergenti, la totale mancanza in ospedale di posti letto riservati ai pazienti minori che presentano acuzie psichiatriche, la inadeguata presa in carico globale della famiglia. Di questi punti parleremo a breve in un prossimo incontro con le istituzioni».

Twitter @tulhaidetto

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