di Francesca Mancosu
«Da sempre ogni mattina me sciacquo la faccia e vado incontro alla vita, po’ lotto ogni giorno per mantenerla pulita». Si racchiude in queste due righe l’anima bella di Zenobio Piastrella, il poeta-calzolaio conosciuto da tutti come Florio, che giovedì 8 maggio sarà premiato con il Thyrus d’oro dall’Ente Cantamaggio nell’ambito del premio di poesia dialettale intitolato ad Alighiero Maurizi. Una vita intera passata a lavorare nella sua storica bottega in vico Catina, fino al 1997, e a raccogliere testimonianze sul mondo della calzatura, oggi custodite in un piccolo ‘museo della scarpa’, ospitato nella sede dell’associazione culturale La pagina di via De Filis.
Pluripremiato 83 anni, calzolaio dal 1939, con una ‘pausa’ durante la seconda guerra mondiale, nella sua vita ha ricevuto tanti riconoscimenti: il San Valentino d’Oro, il premio per il Miglior artigiano dell’Umbria, primi posti in concorsi di poesia. «Pur senza avere grossi meriti», ci dice Florio, che ha ereditato il suo nome ‘d’arte’ dal figlio di una comare, ufficiale dell’aviazione.
Florio poeta In parallelo all’attività di calzolaio, Florio coltiva da sempre l’amore per la poesia. «Fin dal ’46 ho frequentato il gruppo degli ‘Allegri ternani’, che componeva poesie per i carri di maggio, fino al 2000. Ci radunavamo nel laboratorio dello scultore Settimio Bernarducci, di fronte al bar Aci, tutti i venerdì, e recitavamo una poesia ciascuno. Ma ho avuto questa passione sin da piccolo. Così, ho scritto per tutta la vita, e alla fine ho pubblicato un libro: ‘Tra un tacco e l’andru’, in cui ci sono poesie buttate giù nella maggior parte dei casi in due minuti, seguendo l’ispirazione del momento. Come ‘Occhi neri’, dedicata a mia moglie Imola, che mi è accanto da 54 anni, e che ho sposato proprio per i suoi occhi».
Il museo della scarpa Nel 2012, poi, la decisione di aprire il ‘suo’ Museo della scarpa, in cui potesse trovar posto «tutta la roba ammonticchiata in cantina in questi anni: pubblicazioni, romanzi, opere liriche, pitture e sculture sul mondo delle calzature, 35 santi protettori dei calzolai e altrettanti poeti che facevano calzature, una raccolta di 1200 etichette di scarpe incollate su un registro. Cose cercate, trovate, ma anche ricevute in regalo, come la statuina che mi ha riportato una signora dal Perù. Ne ho tante altre da parte, ma non so dove metterle».
La premiazione Florio riceverà il Thyrus d’oro giovedì 8 maggio, alle 21, in biblioteca comunale, nel corso della serata dedicata al premio di poesia dialettale Alighiero Maurizi dell’Ente Cantamaggio. Nel corso della serata saranno presentati anche i filmati ‘Terni Ieri’ e ‘Terni’.
