di Marco Torricelli
Si chiama ‘Verso nuovi orizzonti’, il carro – realizzato dai maggiaioli di Arrone – che ha vinto l’edizione numero 117 del Cantamaggio ternano. Un titolo ottimistico, visto che oggettivamente non si sa quali orizzonti si prospettino per una festa dalle grandi tradizioni, ma ormai soffocata da gravi problemi economici. E non solo.
Quattro premi Quest’anno sono stati quattro i premi assegnati. Il trofeo del vincitore assoluto è andato ad Arrone, il cui carro allegorico aveva come tema: «Terni, come uno storico veliero, affronta il mare agitato del nostro tempo alla ricerca di nuovi orizzonti per un futuro migliore». Il premio della giuria popolare se lo è aggiudicato ‘Meravijasse’, il carro del Gruppo Pallotta-Sabbione-Polymer. Quello della giuria critica è andato a ‘Lu fregandò’, il carro che, in onore allo spirito ecologico del Gruppo maggiaioli di Città Giardino, marciava grazie ad un meccanismo alimentato dalle gambe di una decina di ciclisti. Quello della giuria tecnica è stato invece assegnato al carro vincitore, quello di Arrone. Nessun premio, invece, per ‘Cantamaggiu o Maggio crisi?’ dei Maggiaroli convinti e ‘Lu giardinu in festa pe’ lu ritorno de li maggiolini’ del Circolo Arci Fiaiola.
La partecipazione La serata si prestava: clima decisamente primaverile e, una volta tanto, niente pioggia. Eppure, alla fine, essere soddisfatti era difficile: la qualità media delle produzioni – fatto salvo l’impegno dei maggiaioli – non era particolarmente elevata e le simpatiche, quanto estemporanee, partecipazioni di alcuni gruppi etnici, ha contribuito ad accrescere la sensazione di approssimazione. Tanto che non è sembrato strano, ad un certo punto, prendere atto che anche la partecipazione popolare è stata decisamente in tono minore.
Una festa da ripensare Il Cantamaggio ternano, insomma, appare sempre più come una festa che, se la si vuole far sopravvivere, deve essere ripensata: la spending review ha, certo, le sue responsabilità e i 5 mila euro di contributo che possono essere erogati per la realizzazione di ‘carri di maggio’ che ne costano molti di più, mettono in discussione tutto – tanto che quest’anno, ce n’erano solo cinque in concorso – e i 100 mila euro complessivamente spesi diventano sempre più difficili da reperire.
La polemica C’è anche l’ombra di un possibile sabotaggio, sull’edizione 2013 del Cantamaggio: il carro del Gruppo Pallotta-Sabbione-Polymer ha sfilato al buio – faccenda grave, visto che l’effetto-luci è decisivo – a causa di un episodio poco chiaro: il gruppo elettrogeno non ha funzionato e sembra che nel serbatoio della nafta sia stata versata dell’acqua. È il secondo anno che la cosa si verifica e i maggiaioli sono sul sentiero di guerra.
