di Massimo Colonna

«Siamo preoccupati per le difficoltà di funzionamento della consulta». A chiamare in causa istituzioni e cittadini sono i rappresentanti in città del popolo degli immigrati, notevolmente aumentano nel Ternano nel corso degli ultimi anni fino a rappresentare oggi circa il 10 per cento della popolazione totale. In una conferenza stampa organizzata nella sala consigliare di Palazzo Spada Maria Hotico, presidente della consulta di Palazzo Spada, e Mario Andrea Bartolini, presidente dell’associazione ‘Anziani e immigrati per l’integrazione’, fanno il punto della situazione sui meccanismi che regolano il lavoro della consulta.

Dal 2004 La consulta comunale degli immigrati è nata a Palazzo Spada nel 2004 ma ancora oggi, dopo dodici anni, qualcosa non funziona a sentire la Hotico e Bartolini: «Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione per l’esistenza di difficoltà nel funzionamento della consulta comunale per l’integrazione, in particolare per il fatto che tali criticità si verifichino in un momento particolarmente difficile per i problemi degli immigrati e delle loro famiglie, a danno del processo di integrazione tra i popoli indispensabile anche per una realtà come quella ternana».

Servono iniziative Per questo secondo i due gruppi bisogna affrontare di petto il problema e programmare una serie di iniziative per sensibilizzare sul problema: «Le difficoltà che incontriamo – dicono – sono diverse e necessitano di essere affrontate ma nello stesso tempo occorre programmare le iniziative da promuovere e realizzare in questo periodo in modo che la consulta possa assolvere ai suoi compiti e non deludere nessuno di quanti si aspettavano un impegno all’altezza della situazione».

Le idee in campo Per risolvere il problema la Hotico e Bartolini hanno buttato giù delle idee: «L’attuazione del programma di attività del quale è dotata la consulta e convocare un incontro con tutte le consulte comunali per l’integrazione esistenti in Umbria, ma anche applicare il protocollo d’intesa stipulato da Anci regionale e le associazioni che si occupano di integrazione, programmare incontri con gli immigrati delle varie comunità nazionali per informarli delle iniziative in corso e per raccogliere le loro richieste e proposte, oltre a contribuire al processo degli auspicabili sviluppi del rapporto tra cittadini di fede musulmana e quelli di fede cattolica, nella convinzione che tale processo sia interessante e utile sia per gli italiani che per i cittadini stranieri».

@tulhaidetto

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