Palazzo Spada (foto Rosati)

di Massimo Colonna

Sabato mattina riunione di giunta a Palazzo Spada in cui probabilmente verrà messa la parola fine, almeno sul fronte dell’esecutivo, sulla possibilità di intraprendere la strada del predissesto finanziario da parte del Comune. L’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi infatti presenterà una proposta di delibera che poi gli altri assessori saranno chiamati a votare per poi farla passare in consiglio. Proposta che a questo punto dovrebbe contenere il piano dell’amministrazione di spalmare il monte debiti, che si aggira sui 15 milioni di euro, su dieci anni, come permette il regolamento degli enti locali. Anche se in giunta non mancano posizioni diverse rispetto a questa prospettiva e mentre le opposizioni attaccano.

La delibera Dunque la proposta di delibera con il nuovo programma finanziario dell’ente arriverà sabato mattina sulla scrivania della giunta: il sindaco Leopoldo Di Girolamo ha infatti convocato alle 10 la nuova riunione per fare il punto della situazione, anche in vista del consiglio comunale del 3 ottobre prossimo, quello in cui dovrà relazionare sullo stato dell’arte economico dell’ente di piazza Ridolfi. Il documento dell’assessore Piacenti questa mattina dunque passerà al vaglio dei suoi colleghi assessori. In giunta esistono posizioni diverse però su questa procedura: da un lato il sindaco e l’assessore al Bilancio, più altri, che ovviamente spingono per farla assumere, dall’altra tre o quattro assessori che invece non sarebbero convinti.

Le divisioni Il piano prevede che il monte di 15 milioni di euro di debiti stimato finora dall’amministrazione venga spalmato su dieci anni, avendo la possibilità però di poter alienare sia beni immobili sia quote di aziende a partecipazione comunale in maniera più snella a livello burocratico. In più questa procedura darebbe la possibilità di aumentare le tasse, altro modo per pensare di rientrare nel debito. Diversi assessori non sarebbero però convinti che questo piano sarebbe conveniente, e punterebbero magari a cercare tagli della spesa e ad una rateizzazione concordata con i creditori. Anche perché, è l’opinione di qualche assessore, le cifre in ballo sarebbero comunque troppo alte per essere coperte con la vendita di qualcuno degli immobili inseriti nel piano delle alienazioni e con le quote di Asm o di alcune dei punti vendite delle farmacie comunali. Scenario dunque che potrebbe portare all’innalzamento futuro delle tasse per poter tornare nel piano di rientro decennale.

Forza Italia Mentre si aspettano le decisioni della giunta arrivano le prese di posizione delle opposizioni. «Predissesto finanziario: espressione che da sola basta – scrive in una nota Forza Italia comunale – per delineare la disastrosa situazione nella quale versa l’amministrazione locale. Se siamo sull’orlo del baratro la responsabilità è di tutte quelle giunte, rigorosamente progressiste, che si sono succedute a partire dalla seconda metà degli anni ‘90. Nel momento in cui scriviamo questo comunicato, le voci che si rincorrono a Piazza Ridolfi parlano di un buco che si sta dilatando sempre più, tanto da assumere pian piano i connotati di una vera e propria voragine. Già, le voci. Del resto qui a Terni non abbiamo mai avuto la cortesia, da parte del governo cittadino, di conoscere la reale portata dello sbilanciamento dei conti. Perché in fondo il punto è questo: o si è in grado di dire come effettivamente stanno le cose, prospettando una via d’uscita realistica e fattibile, oppure si prende atto della propria inettitudine e si getta dignitosamente la spugna. Come la pensiamo noi di Forza Italia ormai è assodato: dopo una incessante sequela di disastri l’unica soluzione è il ritorno alle urne».

Alleanza nazionale «Nella migliore delle ipotesi – scrive Marco Cecconi, capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale – i debiti dell’amministrazione dovranno essere ripagati da tutti i ternani e per le generazioni a venire. Nella migliore delle ipotesi, l’unica strada che la giunta si appresterebbe a praticare per sottrarsi in qualche modo alla morsa impellente dei debiti già maturati e del disavanzo che si va a quagliare a breve con il consuntivo-2016, e si parla in totale di oltre 15 milioni di euro, sarà quella del predissesto finanziario. Nella migliore delle ipotesi grazie al predissesto la giunta eviterebbe al Comune l’alternativa obbligata del default e, più che altro, eviterebbe a se stessa di decadere, per fare posto fatalmente al commissario prefettizio. Ci vorranno venti anni invece per ripianare i debiti. Quello del predissesto come alternativa al default sarà l’unico vero bilancio di fine mandato di quest’ultima amministrazione Di Girolamo: un’ipoteca pesantissima sul futuro in termini economici».

I Love Terni Dura posizione anche di Enrico Melasecche, consigliere della lista civica ‘I Love Terni’. «I ternani – scrive in una nota – sono stati traditi dalla mediocrità di una classe politica che la sta portando al predissesto, una sorta di concordato preventivo, anticamera del fallimento. Non solo. Se la svendita delle farmacie, sbandierata come valorizzazione, non dovesse riuscire o comunque non dovesse racimolare quanto necessario a coprire anche gli ulteriori buchi che stanno arrivando come tegole dalla liquidazione di Usi, Atc Parcheggi, Atc Servizi, Consorzio Aree Industriali, Isrim e così via, la sorte di Di Girolamo è segnata: commissariamento e nuove elezioni, perché la dichiarazione di predissesto, è una sorta di patteggiamento in cui ammetti il delitto ma dichiari di pentirtene per cui lo Stato ti consente di rinviare gran parte degli ulteriori debiti al futuro seguendo un percorso di rieducazione».

@tulhaidetto